Diritti umani, crisi economica, nucleare al centro del vertice allargato Asean

La sicurezza nella regione asiatica, l’atomica nord-coreana, il commercio di armi e tecnologia nucleare fra Pyongyang e il Myanmar, la crisi finanziaria mondiale e le possibili soluzioni per rilanciare l’economia. Sono i temi al centro del vertice allargato dei Ministri degli esteri dell’Asean, in programma dal 17 al 23 luglio a Phuket.
La località balneare nel sud della Thailandia ospita il 42mo summit dei Paesi del Sud-est asiatico – Malaysia, Thailandia, Singapore, Indonesia, Vietnam, Cambogia, Brunei, Laos, Filippine e Myanmar – allargato ai capi della diplomazia di altre nazioni fra cui Stati Uniti, Cina, Unione Europea, Russia, Giappone e Corea.
Pechino invita i Paesi del Sud-est asiatico a sfruttare la crisi economica per rilanciare il commercio a livello regionale e anticipa l’immissione sul mercato di 120 miliardi di dollari Usa entro la fine dell’anno. Yang Jiechi, ministro cinese degli esteri, spiega che è importante promuovere la cooperazione e aggiunge: “dobbiamo trasformare la crisi in una opportunità per rafforzare la collaborazione a livello finanziario… a livello di ministeri, banche centrale e autorità per il controllo”.
Gli Stati Uniti puntano invece a rafforzare la loro presenza in Asia – continente “dimenticato” dalla precedente amministrazione Bush – e confermano la loro attenzione sulla proliferazione del nucleare, in Iran e nella Corea del Nord. Hillary Clinton, Segretario di Stato Usa, afferma che “gli Usa sono tornati” e ribadisce “l’estrema importanza” dell’Asia per la presidenza Obama. Gli Stati Uniti dovrebbero sottoscrivere un trattato di accordo con i Paesi Asean, voluto dallo stesso Barack Obama, che entrerebbe in vigore senza l’approvazione del Congresso. Un’ipotesi di accordo che George Bush aveva sempre respinto.
In tema di nucleare, Hillary Clinton conferma le “preoccupazioni” per la minaccia nord-coreana e i recenti scambi fra Pyongyang e la dittatura militare birmana. Il Segretario di Stato non esclude la possibilità di una serie di incentivi per la Corea del Nord, se il regime comunista dimostra la volontà di smantellare il programma atomico. Sull’Iran la Clinton aggiunge che gli Usa sono pronti ad aiutare gli alleati nel Golfo a costruire un “ombrello difensivo”, se Teheran non abbandona l’idea dell’atomica. “Porta aperta” al regime degli Ayatollah, spiega il capo della diplomazia Usa, ma anche “azioni severe” se il Paese non cambia rotta.
Ieri il premier Thai Abhisit Vejjajiva ha delineato gli obiettivi del vertice: creare una comunità asiatica; rafforzare il senso di solidarietà fra i Paesi membri; affrontare la questione legata ai diritti umani (con un implicito riferimento al Myanmar); trovare rimedi efficaci contro l’influenza suina.
Fonte: AsiaNews, 22 luglio 2009

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