Direzione Nazionale Antimafia: produzione e distribuzione di merci contraffatte gestite dal crimine cinese

Gli approfondimenti investigativi, per come sintetizzati nella relazione della Direzione Nazionale Antimafia, hanno evidenziato come gli ambiti di illegalità in cui opera la consorteria criminosa di origine cinese spaziano dal riciclaggio, soprattutto mediante l’utilizzo di agenzie di money transfer, importazione, produzione e distribuzione di merci contraffatte, agenzie di scommesse e gestione e controllo di bische clandestine, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione anche mediante “centri massaggi” utilizzati come “copertura”, narcotraffico, tratta di essere umani fino ai reati di estorsione, usura e rapina nei confronti di connazionali.

Tra i motivi di tale intensa attività criminale va individuata l’attitudine a condizionare il tessuto produttivo, attraverso un’esasperata concorrenza sul mercato, garantita dall’abbattimento dei costi di produzione derivante anche dal ricorso a manodopera di connazionali clandestini, reclutati all’interno dei flussi migratori prevalentemente irregolari ed ai quali vengono imposti ritmi di lavoro massacranti, con la conseguente elusione, totale o parziale, degli obblighi previdenziali.

Il fenomeno della mafia cinese non è riconducibile alla presenza di un’unica organizzazione criminale che dirige e coordina l’attività delle cosche affiliate, bensì consta di una miriade di autonomi gruppi delinquenziali, composti di norma – analogamente a quanto sopra detto – da membri di uno stesso nucleo familiare o da persone aggregatesi secondo una comune provenienza.

Come evidenziato dal ROS dell’Arma dei Carabinieri, la criminalità organizzata cinese, secondo un modello ormai condiviso a livello internazionale, può essere configurata su tre livelli rappresentati dalla letteratura di settore con le espressioni:

1: “dragone”, per le Triadi;

2: “drago con testa e coda”, per la criminalità organizzata di tipo mafioso, strutturata intorno a progetti criminali di lungo periodo e finalizzata a monopolizzare interi settori criminali;

3 : “drago senza testa e senza coda” per quella comune.

I “draghi senza testa e senza coda” sono gruppi di criminalità comune, aggregati intorno ad uno o più capi con lo scopo di commettere attività delittuose di volta in volta concordate, con strutture di tipo orizzontale composte da più cellule caratterizzate da estrema flessibilità operativa.

In Italia, la criminalità cinese appare generalmente collocabile nel modello generale del “drago senza testa e senza coda”, quindi incapace di operare secondo un’unità di indirizzo criminale tra diversi gruppi. Le attività investigative del recente periodo continuano ad evidenziare:

1– il consolidamento della capacità d’infiltrazione dei diversi settori socioeconomici;

2 – l’acquisita abilità di instaurare rapporti di collaborazione con organizzazioni di diversa etnia, in particolare con quelle operanti in ambito transnazionale e dedite alla gestione dei flussi migratori illegali e delle merci contraffatte;

3 – la crescente interazione con soggetti italiani ed organizzazioni criminali autoctone;

4 – il progressivo coinvolgimento in delitti di maggiore rilievo per gravità ed impatto sociale;

5  – l’operatività delle cc.dd. bande giovanili e dei gruppi criminali organizzati, cui sono riconducibili le più eclatanti e cruente manifestazioni criminose, perlopiù consumate in ambito intraetnico.

Un dato interessante sembra essere rappresentato dalla significativa interazione tra cittadini cinesi e italiani soprattutto per quanto riguarda il settore del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, collaborazione funzionale alla regolarizzazione della permanenza in Italia di immigrati cinesi, mediante la presentazione alle autorità competenti di documentazione attestante falsamente i rapporti di dipendenza lavorativa da datori di lavoro italiani.

Le modalità di riciclaggio di capitali illeciti sono state ricostruite nel corso di alcune attività investigative; come evidenziato dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, queste si basano prevalentemente sul trasferimento di denaro verso la madrepatria, attuato prevalentemente attraverso agenzie di money transfer, anche abusive, gestite da connazionali, ovvero per il tramite di società-schermo o strutture “parabancarie” create ad hoc, o mediante l’utilizzo di connazionali come “trasportatori” di valuta. In analogia a quanto avviene per la contraffazione, anche per il riciclaggio le compagini criminali cinesi si avvalgono sovente di soggetti autoctoni che, in ragione del ruolo professionale e delle conoscenze da questi possedute, sono in grado di fornire una collaborazione particolarmente qualificata ai sodali orientali.

La Riviera,11giu 2016

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