Cina;libertà di pensiero, il 4 maggio non si ricorda la democrazia

In Cina non esiste la libertà di pensiero: tradito lo spirito del 4 maggio

Oltre 3 mila persone da tutte le regioni della Cina hanno preso parte ieri nella Grande sala del popolo alla commemorazione del Movimento del 4 Maggio, che 90 anni fa ha diffuso le basi per la modernizzazione del Paese esigendo “scienza” e “democrazia”. Nella commemorazione ufficiale i leader cinesi hanno molto parlato della “scienza” e della modernizzazione, ma hanno dimenticato la democrazia. Secondo alcuni intellettuali, nella Cina attuale vi è anzi un freno alla libertà di pensiero, contrario allo spirito del 4 Maggio.

Il Movimento è nato in questa data, quando nel 1919 circa 3 mila studenti dell’Università di Pechino hanno manifestato in Piazza Tiananmen anzitutto per criticare le conclusioni del Trattato di Versailles – che cedevano al Giappone il controllo sullo Shandong, già concessione tedesca – e poi per esigere una nazione cinese più forte, capace di contrastare la potenza dell’occidente. Il movimento si è poi sviluppato domandandosi cosa era necessario per rendere la Cina più moderna e più forte. La soluzione è stata trovata nell’allontanamento delle tradizioni imperiali e nell’importare la scienza e la democrazia (dall’occidente). Da questa base si è sviluppato la crescita dello stesso Partito comunista (in cui il marxismo era visto come la scienza più moderna di allora) e un movimento di trasformazione chiamato “Nuova cultura”.

Da tempo il Partito comunista cinese (Pcc) si è impossessato degli ideali del 4 Maggio e considera se stesso come il diretto erede dei suoi ideali.

Commemorando il 4 Maggio nella Grande sala del popolo, Li Changchun, membro del Politburo, ha esaltato questa eredità e ha sottolineato la leadership del Pcc come garante di modernità: “nella misura in cui manteniamo la leadership del Pcc, il ringiovanimento della nazione cinese si realizzerà di certo”. E riferendosi ai giovani, egli li ha esortati ad abbracciare “patriottismo”, “diligenza”, “devozione”, studiando sodo e coltivando un’alta moralità. Ma nessun accenno alla democrazia.

Sono in molti gli intellettuali che denunciano l’asservimento del 4 Maggio alla politica del Partito comunista. Secondo il prof. Zhang Ming, un esperto del movimento, l’influenza del 4 Maggio è stata molto più vasta. Essa ha ispirato perfino le manifestazioni contro la Banda dei 4 nel 1976, come pure quelle di Tiananmen nell’89, conclusesi con il massacro. Tutte queste manifestazioni erano originate dall’elemento “democrazia” e chiedevano riforme politiche. Anche gli intellettuali di Carta 08 (vedi su www.laogai.it Il testo integrale di Carta 08 per i diritti umani in Cina NDR), ricordano il movimento del 4 Maggio e il tradimento degli ideali da parte del Pcc, che ha trasformato l’ideale del “popolo sovrano” nella realtà odierna in cui “il Partito ha tutti i poteri”.

La memoria “zoppa” del 4 Maggio è evidente anche da un altro fatto: il governo non ha dato a nessuna organizzazione al di fuori del Pcc di celebrare per conto suo l’anniversario.

fonte: AsiaNews, 4 maggio 2009

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