Dalla Cina a Facebook, prove di controllo totale

Il “credito sociale” di Pechino è il più ambizioso progetto di controllo digitale mai operato. Ma le strategie delle Big della Silicon Valley vanno nella stessa direzione.

Fatevi una fotografia e mettetela online tramite un’applicazione gestita dall’amministrazione locale. Basterà poi aggiungere il numero del documento di identità e, se siete a Shanghai, in ventiquattr’ore il governo spedirà sul vostro smartphone tutte le informazioni che ha su di voi. Scuole frequentate, situazione contributiva, multe, stato di famiglia e chi più ne ha più ne metta. Se siete stati bravi e avete tutte le carte in regola, riceverete anche un premio: un buono sconto per l’acquisto di un biglietto aereo o l’accesso alla lounge di lusso di determinate sale d’attesa. E se invece siete stati cattivi?

Ancora non lo sappiamo. Ma con ogni probabilità l’anno prossimo potremmo puntare l’obiettivo del nostro smartphone sul nostro vicino di casa e sapere tutto di lui. O almeno saperne quanto ci vorrà far sapere il governo. Già oggi, con la stessa applicazione – il cui nome potrebbe tranquillamente tradursi “Shanghai onesta” – possiamo conoscere gli standard di igiene dei ristoranti di quartiere e la reputazione delle aziende che operano sul territorio.

La sperimentazione, iniziata lo scorso novembre su base volontaria, non è unica. In giro per la Cina sono almeno trenta i governi locali che stanno cercando di raggiungere prima e meglio l’obiettivo fissato da Pechino per il 2020: il “credito sociale”, un sistema che valuti con ogni strumento disponibile il comportamento di ogni persona fisica o giuridica che risiede nella Repubblica popolare. Per quella data, secondo il governo cinese, «la fiducia regnerà sotto il cielo perché sarà difficile per chi è stato screditato compiere anche un singolo passo». D’altronde sempre nel 2020, dovrebbe essere ultimata la «costruzione di una società moderatamente prospera». O meglio, questi sono i piani della leadership.

Sappiamo cosa state pensando: la Cina è diversa da noi. Ma le tecnologie per il controllo totale dei cittadini che le autorità cinesi stanno sperimentando con la collaborazione delle aziende digitali locali, sono un modello per i colossi della Silicon Valley. Certo, esiste una differenza: in Cina a progettare e costruire il sistema è uno Stato autoritario, mentre in Occidente è un oligopolio di aziende private. Ma la strategia del governo di Pechino ci indica le possibilità che le nuove tecnologie digitali offrono nel plasmare una società…


Fonte: Pagina99, 16 giu 17

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