Daimler (Mercedes) e Geely: i primi azionisti ora parlano cinese

Il colosso orientale ha acquisito per 7,3 miliardi di euro il 9,69% dell’azionariato della società tedesco.

Una scalata tanto silenziosa quanto imperiosa, che OmniAuto.it ha seguito passo passo: potete leggere qui. Il ricchissimo imprenditore Li Shufu, proprietario del gruppo cinese Geely, ha scucito 7,3 miliardi di euro per ottenere il 9,69% delle azioni di Daimler (Mercedes), rastrellando sul mercato 103.619.340 azioni della società tedesca, con diverse minime (si fa per dire) operazioni nell’arco delle settimane. Il gigante orientale diviene così il primo azionista di un altro colosso, quello tedesco. La società di Stoccarda, scrive in una mail il capo della comunicazione del gruppo Daimler, Jorg Howe, “è lieta di aver guadagnato in Li Shufu un altro azionista impegnato sul lungo termine”. Investitore “che è convinto dalla forza innovativa di Daimler, dalla sua strategia e del potenziale futuro”. L’azienda teutonica “conosce e apprezza Li Shufu come un imprenditore cinese particolarmente preparato con una chiara visione per il futuro, con il quale sarà possibile discutere costruttivamente del cambiamento nel settore”. Daimler, chiosa Howe, “ha un portfolio e un’impronta ampia in Cina e con BAIC Motor un partner forte in loco”.

Un colpo formidabile

Al di là delle note ufficiali, comunque, si è in presenza di un formidabile colpo messo a segno dai cinesi proprio nel settore più forte dell’industria tedesca: quella automobilistica, così politicamente tutelata negli anni dalla cancelliera Angela Merkel. Prosegue quindi l’avanzata impressionante di Geely nel comparto automotive: il Produttore, fondato nel 1997, con sede a Hangzhou, e quotato alla Borsa di Hong Kong con una capitalizzazione di 30 miliardi di dollari, è già proprietario di Volvo  dal 2010 (comprata da Ford mentre il marchio svedese era in crisi, azienda scandinava oggi invece in ascesa) e di Lotus dall’estate 2017, mentre con Terrafugia punta all’auto volante per il 2025. In più, ha le mani dal 2013 sulla London Electric Vehicle Company. È appena diventata il primo azionista di AB Volvo, l’azienda svedese che fabbrica veicoli industriali. Il gigante orientale è passato così dal produrre frigoriferi a essere un soggetto di primo livello nell’auto. Geely investe con estrema intelligenza: il know how locale viene esaltato, non intaccato. Una politica fruttuosa, non distruttiva. In parallelo, la struttura finanziaria di Daimler è frammentata: nel 2017, il fondo sovrano delKuwait era al 6,8% della proprietà, il big degli investimenti BlackRock a quota 6%, l’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, al 3,1% (per via di uno scambio azionario paritario del 2010). Ma ora le cose cambiano: Geely è azionista di riferimento, non più il fondo sovrano del Kuwait.

Obiettivo: auto elettrificata

Uno degli obiettivi principali della scalata Geely in Daimler è portare in Europa la sua Link & Co , brand per elettrificazione: un po’ sulla scia di Polestar, staccatosi da Volvo, per seguire la strada delle macchine elettrificate (cioè sia elettriche sia ibride) ad alte prestazioni. Geely punta infatti alla tecnologia delle batterie per vetture elettriche che ha in mano Daimler: vuole avviare una joint venture per auto a corrente in quel di Wuhan, in Cina. Tanto che proprio di recente il Gruppo tedesco ha annunciato investimenti per 32 miliardi di euro nel biennio 2018-2019 in progetti sulle elettriche. Si profila un network mondiale di fabbriche per veicoli in cui si fonde il patrimonio tecnologico di Daimler con la grande voglia di espansione di Geely. Da parte dei tedeschi, notevoli le loro ambizioni di espansione sia in Cina sia altrove: potrebbe presto esserci il lancio di un SUV compatto da cinque posti.

Daimler in ottima salute

La super azienda del Sol Levante diventa primo azionista di un gruppo in grande salute: nel 2017, Mercedes è ancora leader premium globale come singolo marchio (qui i numeri). Il giro d’affari dello scorso anno dell’azienda di Stoccarda è lievitato del 7% rispetto all’esercizio precedente a 164,33 miliardi di euro, con un utile netto in crescita del 24% a 10,864 miliardi. Vendite mondiali a gonfie vele: 3,3 milioni di esemplari immatricolati (+9%). Bene tutte le divisioni del gigante teutonico, dall’auto ai van, dai truck ai bus. Senza considerare che il grande capo, Dieter Zetsche, proporrà agli azionisti un dividendo di 3,65 euro. Se la godono pure i 130.000 dipendenti: bonus di 5.700 euro in arrivo.

Un settore in ebollizione

L’ascesa di Geely in Daimler si inserisce in un contesto, quello del mondo automotive, in ebollizione. Si parla fra l’altro di elettrificazione (cui non si sottrae quasi nessuno, neppure Porsche), auto a guida autonoma legata sempre alle vetture elettriche (con soggetti sino a qualche tempo fa estranei al settore auto, come Google), car sharing e ride sharing. I cinesi, che dispongono di capitali immensi, sono desiderosi di recitare la parte dei protagonisti: investono, staccando assegni da brivido si impossessano in un batter d’occhio di patrimoni tecnologici enormi frutto di decenni di lavoro. Difficile fare previsioni se non che la rivoluzione della mobilità sarà molto più veloce di quanto immaginiamo.


Omniauto, 24/o2/2018

English article, Reuters:

China’s Geely makes $9 billion Daimler bet against tech ‘invaders’

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