Crescita economica del 7,9%. Riprende la corsa della Cina?

Balzo in avanti dell’economia cinese, che nel secondo trimestre 2009 segna un aumento del 7,9% rispetto al 2008. Positiva reazione delle borse: Shanghai cresce dell’1,6%, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong registra un +2,1%. Ma gli economisti ammoniscono che questo è il risultato anche dei massicci finanziamenti erogati dallo Stato e che la ripresa è ancora incerta.

Li Xiaochao, portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica, ha commentato che l’economia “si è stabilizzata con progressivi cambiamenti positivi”. Però ha aggiunto che il recupero è “instabile” e “sbilanciato” e che ci sono ancora “fattori incerti e volatili”; soprattutto, che è ancora alta l’emergenza disoccupazione e che occorre creare nuovi posti di lavoro.

Nel primo trimestre l’economia era cresciuta “solo” del 6,1% ma il dato reale era ritenuto ancora inferiore, dato che la stima era effettuata con riguardo al marzo 2008.

L’inflazione rimane sotto controllo, con l’indice dei prezzi al consumo sceso dell’1,1% nel primo semestre 2009 e addirittura dell’1,7% a giugno. Sempre nel primo semestre 2009 la vendita al dettaglio è aumentata del 15% rispetto allo stesso periodo del 2008, a dimostrazione di una maggiore disponibilità finanziaria ma anche della diffusa fiducia nella ripresa economica. Anche per questo il prodotto industriale è aumentato del 9,1% nel secondo trimestre 2009, sempre rispetto al giugno 2008.

La ripresa è anche conseguenza degli ampi finanziamenti concessi alla imprese dalle banche controllate dallo Stato. Le molte opere finanziate dal governo hanno poi permesso di assorbire, almeno per il momento, molta mano d’opera migrante che era stata licenziata per la chiusura di decine di migliaia di fabbriche, specie quelle produttrici di prodotti per l’esportazione.

Alcuni esperti mostrano un cauto ottimismo. Lu Ting, economista a Hong Kong della Bank of America-Merril Lynch, ritiene che se le banche continuano a erogare forti finanziamenti, la ripresa può arrivare anche al 10% entro dicembre.

Ma altri osservano che in questi mesi il Paese è stato flagellato dalle proteste sociali, specie per ragioni di lavoro, e che rimane elevato il numero di operai licenziati. Il timore è invece che l’attuale ripresa sia troppo dipendente dai finanziamenti pubblici per 4mila miliardi di yuan (circa 415,6 miliardi di euro).

Fonte: AsiaNews, 16 luglio 2009

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