Convegno Torbole, Toni Brandi: “Ancora si comprano prodotti provenienti dai Laogai”

Torbole, Circolo della Vela. Il convegno, in riva al Lago di Garda, è stato organizzato dall’Associazione Culturale “L’uomo libero”. Walter Pilo, presidente dell’associazion organizzatrice, ha introdotto il convegno e presentato gli oratori. Toni Brandi ha spiegato la struttura e lo scopo dei Laogai che sono in piena crescita poiche’ sono fonte di alti profitti per il regime capital-comunista di Pechino e per numerose multinazionali che producono o investono in Cina. Recentemente la Laogai Research Foundation di Washington ha pubblicato un rapporto che denuncia come almeno 314 delle “imprese commerciali” nella banca dati di Dun & Braedstreet sono delle prigioni. “Quindi noi compriamo prodotti del lavoro forzato” in contrasto con i diritti fondamental dei lavoratori come prescritto dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro di cui la Cina e’ membro” ha detto Toni Brandi. In Italia vi è una legge contro il lavoro forzato, la 274 del 29.1.1934. Tutto è permesso in Cina, nel nome del nuovo Dio : il profitto. Quindi, in nome dell’utile e del lucro, è lecito inquinare le terre, i fiumi, i mari e guadagnare sulla vendita dei cadaveri dei condannati a morte, sui loro organi umani venduti sul mercato internazionale e persino su internet. E’ anche normale, quindi, sfruttare i lavoratori e obbligare le loro mogli a abortire, persino all’ottavo o al nono mese di gravidanza, in obbedienza alla pianificazione familiare obbligatoria. Nonostante ciò, le autorità politiche ed economiche nazionali ed internazionali occi¬dentali e l’amcontinuano imperterrite a collaborare con Pechino. I mass media pre¬sentano l’immagine di una Cina in crescita economica e con un promettente progresso sociale. Sia le une che gli altri, quindi, alimentano il consenso e l’ammirazione per questo paese dove una dittatura commette crimini mostru¬osi e sfrutta il popolo a vantaggio di una ridotta nomenklatura di partito. Successivamente Franco Nerozzi, presidente della “Comunità Popoli” ha spiegato la quasi sconosciuta tragedia del popolo Karen che combatte eroicamente nelle foreste della Birmania orientale contro la dittatura narcotrafficante di Rangoon, regime sostenuto dalla Total e dalla Chevron, che ha recentemente comprato la Unocal, la quale sta costruendo un gazodotto che deve passare attraverso la terra del popolo Karen. E’ per sostenere questo popolo, orgoglioso delle proprie tradizioni e deciso a vivere seconda la propria cultura e religione nella propria terra, che le due associazioni, Popoli e Uomo Libero, hanno lanciato il progetto di solidarieta’ agricola “Terra e Identita” sponsorizzato dalla Regione Trentino Alto Adige.

Alcune foto dell’evento

Condividi:

print print
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.