Contraffazione, Capolupo (Gdf): sempre più pesante la mano di camorra e ’ndrangheta.

Allarme contraffazione: non c’è prodotto che sia immune e il coinvolgimento nel settore delle organizzazioni criminali italiani «è sempre maggiore». Parola del comandante generale della Guardia di finanza, Saverio Capolupo, sentito oggi in audizione dalla commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria audiovisiva.

Nella foto: Saverio Capolupo è un generale italiano, attuale Comandante Generale della Guardia di Finanza

Giro d’affari da 6,5 miliardi, mancato gettito per 5,2 miliardi

Capolupo ha snocciolato le cifre del rapporto Censis 2014, secondo cui il fatturato annuale della contraffazione ammonta a 6,5 miliardi e costa allo Stato un mancato gettito di 5,2 miliardi e alla collettività 105mila posti di lavoro in meno. Ha reso noto che tra gennaio 2011 e agosto 2014 la Guardia di finanza ha sequestrato, complessivamente, oltre 412 milioni di prodotti irregolari, di cui quasi la metà, 197 milioni, contraffatti.

Il valore di questa merce è stato stimato in 3,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo, ha aggiunto Capolupo, «sono stati condotti 43.466 interventi, con una media di 230 operazioni a settimana, 30 al giorno». «Nessuna tipologia di prodotti è immune dall’aggressione della contraffazione», ha detto il numero uno dell Fiamme Gialle, dalle imitazioni dell’abbigliamento griffato ai libri d’arte, dai giocattoli ai tappi di plastica.

Il 66% dei prodotti sequestrati nell’Ue arriva dalla Cina

Su 36 milioni di prodotti sequestrati nell’Ue, ben 23,6 milioni (il 66%) arriva dalla Cina. Ieri Capolupo ha incontrato il direttore dell’Agenzia delle dogane cinesi, con l’obiettivo di lavorare per formalizzare un incontro all’inizio del 2015 «per la firma di un accordo bilaterale per lo scambio di informazioni». Un ulteriore passo in questa direzione, secondo il comandante, potrebbe arrivare dal «completamento dell’iter di ratifica reciproca sull’assistenza penale con la Cina» e «all’utilità in chiave investigativa» che potrebbe avere.

In Italia veri «poli» del falso: un progetto tutelerà il made in Italy

Il generale ha però messo in chiaro che oltre alla Cina c’è altro. Perché ormai in Italia sono presenti «veri e propri poli produttivi, organizzati per ogni fase del processo, dal recupero delle materie prime fino alla distribuzione e vendita al dettaglio». E molte delle merci contraffatte vengono «distribuite anche da esercizi commerciali regolarmente autorizzati». Anche per questo Capolupo ha annunciato un progetto per tutelare i poli italiani d’eccellenza per «ripulire il mercato dalla concorrenza sleale».

Camorra e ’ndrangheta in prima linea

Il ruolo della criminalità organizzata è sempre più massiccio. Camorra e ’ndrangheta stanno investendo sempre di più, stringendo accordi con le organizzazioni straniere che gestiscono la filiera della produzione e della vendita e imponendo ai commercianti l’acquisto dei prodotti contraffatti.

Attenzione ai “money transfer”

Capolupo ha sottolineato come i money transfer, per i quali ha auspicato la creazione di un archivio unico informatico, continuino «a rappresentare uno dei principali canali per far passare il denaro proveniente da attività di contraffazione». Nel 2013 le rimesse estere, effettuate quasi totalmente dai money transfer, ammontano complessivamente a 5,5 miliardi. «Sono un problema serio – ha detto il generale – per l’impossibilità di tracciare i flussi finanziari. La certezza dell’anonimato per chi trasferisce denaro contante attraverso questo strumento garantisce la possibilità di non essere individuato». E la rete di sportelli è spesso gestita «dalla stessa comunità etnica coinvolta nei traffici delle merci contraffatte».

Servono norme omogenee a livello europeo

Per Capolupo, la lotta alla contraffazione passa necessariamente da una maggiore collaborazione a livello comunitario: «La contraffazione non è un tema solo nazionale ed è per questo che serve una omogeneizzazione della legislazione europea, non solo dal punto di vista normativo ma anche sanzionatorio». La collaborazione deve allargarsi su scala internazionale, con vere squadre investigative sovranazionali. Capolupo ha sollecitato in particolare squadre investigative sovranazionali, la rapida applicazione di strumenti come «il congelamento dei proventi illegali e l’euroconfisca» e l’avvio della procura europea. E a suo avviso i reati di contraffazione dovrebbero passare alla competenza delle Direzioni distrettuali antimafia.

Il Sole 24 ore,16/10/2014

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