Confartigianato Veneto: “Contraffazioni, in sei anni sequestri per 233 milioni”

Sono stati oltre 233 i milioni di euro di merce falsa sequestrata in Veneto dal 2008 alla fine del 2013 (pari al 6,2% del totale).

Le operazioni effettuate per la confisca dei prodotti sono state 4.494 (20 ml e mezzo di pezzi) e vedono più colpiti i settori dell’occhialeria (120 mln), degli accessori d’abbigliamento (26 mln) e delle apparecchiature elettriche (15,5 mln).

Nel 2013 le merci sequestrate hanno ammontato a 9,6 mln di euro. Si tratta del valore più basso degli ultimi 6 anni; il picco nel 2011 con 127 mln di euro seguito dal 2012 con 51,9 mln in valore di merce sequestrata.

A rivelare le dimensioni del fenomeno della contraffazione in Veneto è una indagine della Confartigianato.

Acquistare prodotti falsi, o illegali è normale per gli italiani e quasi un terzo lo ha fatto quest’anno comprando anche prodotti che mettono a rischio la salute come alimentari o farmaci

Nel 2014 il 27% dei consumatori ha acquistato almeno una volta un prodotto o un servizio illegale e per tre consumatori su quattro l’acquisto di prodotti illegali è un fatto piuttosto normale ed è utile per chi è in difficoltà economica.

Inoltre, due imprese su tre si ritengono danneggiate dall’azione dell’illegalità (+4% rispetto al 2013); per oltre l’80% delle imprese la crisi economica sta avvantaggiando il mercato dei prodotti illegali e l’esercizio abusivo delle professioni; tra gli effetti più dannosi prodotti dalle diverse forme di illegalità le imprese del commercio, del turismo e dei servizi indicano principalmente la concorrenza sleale .

In particole, rileva l’indagine, realizzata in collaborazione con Format Research, in vista della Giornata di mobilitazione nazionale di Confcommercio «Legalità, mi piace» che si terrà mercoledì aumenta l’acquisto di alimentari (+9,9% nel 2014) e di prodotti farmaceutici contraffatti (+6,1% nel 2014).

Tra le provincie d’Italia con il maggior numero di imprese manifatturiere operanti nei settori esposti al fenomeno della contraffazione, Rovigo risulta essere settima assoluta con il 38,9% di imprese preceduta solo dalle province toscane (Prato, Firenze, Arezzo e Pistoia) e delle Marche (Fermo e Macerata).

A livello veneto seguono: Padova (15/o posto) con il 24,1% di aziende manifatturiere esposte e Venezia (19/o posto) con il 22,7% di imprese esposte). «La contraffazione – rileva Giuseppe Sbalchiero, presidente Confartigianato Imprese Veneto – è un business colossale e globalizzato che gira a pieno regime ed è tra le cause della crisi delle piccole imprese manifatturiere in tutta Italia e anche in Veneto.

Qui da noi le imprese artigiane »esposte« maggiormente alla contraffazione sono 7.643 (moda soprattutto, ma anche giocattoli e profumi), pari al 21,4% del totale manifatturiero, 4 regione in assolto dietro Toscana, Marche e Umbria».

Per Sbalchiero è necessario anche «valorizzare il patrimonio manifatturiero dei settori più esposti che, in Veneto, solo negli ultimi dodici mesi (2 trim 2013 – 2 trim 2014) è calato del 1,8% e ben del -11% dal 2 trim 2009. Quasi 1.000 imprese andate perdute per sempre».

La Cina è il principale paese di origine dei prodotti contraffatti con il 66,1% dei prodotti sequestrati, a cui si aggiunge un 13,3% proveniente da Hong Kong.

Il fenomeno della contraffazione presenta alcuni casi di specializzazione settoriale: ad esempio in relazione a profumi e cosmetici la principale fonte di provenienza è la Turchia (51,2%), per i prodotti alimentari l’Egitto (34,3%). «Questo fenomeno criminale è di dimensioni globali – osserva Sbalchiero – e va combattuto con armi globali. Serve un’azione congiunta a tutti i livelli di Governo, in Italia, in Europa e a livello internazionale».

Fonte : Il Giornale di Vicenza, altre ,22/11/2014

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