Concluse le celebrazioni per i 400 anni della Chiesa a Shanghai

Shanghai, Cina – Le celebrazioni per i 400 anni dell’arrivo del cattolicesimo a Shanghai si sono concluse con l’ordinazione di due sacerdoti, il 6 dicembre nella Cattedrale di Sant’Ignazio nel distretto di Xujiahui, celebrata dal vescovo ausiliare di Shanghai mons. Joseph Xing Wenzhi insieme a 87 sacerdoti locali e delle diocesi vicine. Ma le celebrazioni sono state segnate dalla “guerra” di autorità e Associazione patriottica (Ap) contro il pellegrinaggio a Nostra Signora di Sheshan.

Alla messa di ordinazione dei padri Joseph Li Gangyao e Joseph Xu Ruhao, entrambi provenienti dal Seminario regionale di Sheshan appena fuori Shanghai, hanno partecipato circa 2mila cattolici. Padre Li resterà nella diocesi di Shanghai, che ora ha 75 sacerdoti, mentre padre Xu è destinato alla diocesi dell’Anhui.

Mons. Xing ha incoraggiato i neo-sacerdoti a seguire l’esempio di Gesù Buon Pastore, che “è venuto non per essere servito ma per servire e per cercare chi si è smarrito”. Ha ricordato che, anche con la fine delle celebrazioni per il 400mo anniversario, “la nostra missione non finisce… ma piuttosto riceve nuovi stimoli per predicare il Vangelo a chi non lo ha mai conosciuto”.

La Chiesa cattolica è iniziata in Shanghai nel 1608 con Paul Xu Guangqi, il primo cattolico della città convertito dal gesuita italiano padre Lazzaro Cattaneo. Il prete è stato qui 2 anni, ha convertito circa 200 persone e costruito la prima Chiesa vicino Xujiahui.

Le celebrazioni per l’anniversario, iniziate il 1° marzo e durate 9 mesi, hanno avuto tra i principali eventi il pellegrinaggio al santuario di Sheshan. Il Papa Benedetto XVI ha stabilito per il 24 maggio di ogni anno la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina e ha invitato i fedeli a rivolgere speciali preghiere a Nostra Signora di Sheshan (nella foto), meta di un antico e frequentato pellegrinaggio proprio in tale data. Il vescovo di Shanghai mons. Aloysius Jin Luxian (ora molto malato) in una lettera pastorale del dicembre 2007, nell’annunciare le celebrazioni ha sollecitato tutti a un rinnovamento spirituale e a una risposta effettiva all’invito del Papa.

Ma il governo locale e l’Ap della zona hanno permesso il pellegrinaggio solo a sacerdoti e religiose della diocesi di Shanghai, proibendolo ai fedeli di altre diocesi. Si è voluto impedire il previsto arrivo, pacifico e festante, di 200mila fedeli: decine di sacerdoti ufficiali o sotterranei sono stati arrestati subito prima del 24 maggio o posti sotto stretto controllo, oppure obbligati ad “andare in gita” con la polizia, o semplicemente minacciati (v.: Proibita in alcune diocesi la preghiera del papa per la Chiesa in Cina del 31/05/2008). Alcuni sacerdoti e laici erano ancora in carcere a distanza di mesi. E’ stato fatto obbligo per ogni pellegrino per Sheshan di registrarsi presso la diocesi di Shanghai. Per l’intero mese di maggio, nella zona circostante sono stati posti blocchi stradali, è stato proibito ad alberghi e ristoranti di ricevere pellegrini cattolici, sono state messe telecamere a circuito chiuso nelle vie vicine.

(Fonte: AsiaNews)

Condividi:

print print
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.