Cina: Wen Jiabao verso la ridistribuzione equa della ricchezza

Il premier cinese Wen Jiabao ha dichiarato venerdì scorso che il divario tra ricchi e poveri deve essere colmato.
Nel suo discorso di apertura all’Assemblea nazionale del popolo, Wen ha sostenuto che la Cina dovrà affrontare un “anno difficile”, cercando di limitare l’inflazione e gettando le basi per aumentare la domanda interna.

Nel lungo elenco di provvedimenti a sostegno dell’economia, il primo ministro fissa intanto, per il 2010, una crescita dell’8 per cento, target inferiore rispetto a quello previsto da molti analisti, senza dimenticare altre questioni quali una maggiore sicurezza sociale, con un aumento delle spese dell’8.8 per cento, un incremento dei finanziamenti per le aree rurali più povere, stabilito al 12.8 per cento, e la protezione dei lavoratori immigrati, che sono “la spina dorsale della Cina”. Il budget per il settore militare verrà aumentato del 7.5 per cento.

Wen ha assicurato che il deficit del governo rimarrà sul 3 per cento del Prodotto interno lordo e che si cercheranno nuove politiche fiscali a sostegno delle esportazioni, che sono crollate a causa della bassa domanda internazionale. Il premier ha ribadito che il valore dello yuan non verrà ritoccato, nonostante le pressioni di molti Paesi, inclusi gli Stati Uniti, e che il tasso di cambio rimarrà “stabile”. Non vi sarà inoltre nessun nuovo pacchetto di salvataggio dell’economia oltre a quello di £400 miliardi dello scorso anno.

Altri interventi prevedono una “riduzione risoluta” dei prezzi delle abitazioni, cresciuti esponenzialmente negli ultimi anni, investimenti nella costruzione di immobili a basso costo e un incoraggiamento del sottosviluppato settore terziario, compresi il turismo e gli sport ricreazionali.

L’obiettivo primario, in base alle due ore di discorso di Wen, è quello di ridurre la forbice sociale tra ricchi e poveri che rappresenta la fonte principale del malcontento nel Paese, dove si sta rafforzando una concentrazione del benessere in alcuni settori societari, in particolare nelle mani di imprenditori ed elites governative. Secondo il PM occorre dunque non solo aumentare la ricchezza della Cina, ma anche distribuirla più equamente attraverso un sistema di tassazione basato sul reddito, cercando di limitare nel contempo l’evasione fiscale.

Sono stati toccati gli stessi eccessi governativi, che favoriscono il risentimento sociale, controllando la costruzione di palazzi stravaganti, banchetti ufficiali “eccessivamente lunghi e poveri di contenuti” e l’utilizzo delle macchine di rappresentanza.

Da un punto di vista internazionale, Wen ha fatto riferimento ad alcuni temi chiave accennando, oltre alla situazione monetaria, anche alle tensioni commerciali e al cambiamento climatico.

Ha avvertito, in un momento delicato relativo alle dispute commerciali tra la Cina, l’Europa e gli Usa, che il protezionismo dei mercati sta chiaramente rinascendo e che la situazione economica internazionale continua a rimanere incerta. Per quanto concerne il post-summit di Copenhagen sul clima, Wen ha promesso che lavorerà per fare ulteriori progressi, ma non ha fornito alcuna indicazione sulle intenzioni della Cina di modificare le proprie posizioni.

Samr Al Aflak

Fonte: Periodico Italiano, 6 marzo 2010

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