Cina: vittima dell’Hiv e imprigionato perché chiede giustizia

Tian Xi ha 23 anni ed è sieropositivo per una trasfusione di sangue dall’età di 9 anni. Ora è in carcere per aver reclamato le sue ragioni.La provincia cinese di Henan, scrive Rue89  è teatro del più grave scandalo mondiale da contaminazione da HIV per negligenza sanitaria; teatro, anche, del più grave delitto di tienxi Cina: vittima dellHiv e imprigionato perché chiede giustizia e impunità nella storia dell’AIDS.
La storia di Tian Xi è raccontata dal padre in una lunga lettera indirizzata a Mark Stirling, il coordinatore dell’ ufficio di Pechino di UNAIDSL l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite, l’ ultimo ricorso, quando sono gli organismi di stato ad essere responsabili di tutti i problemi. Xi Tian è originario del distretto di Xincai nella provincia di Henan, luogo che l’autore dell’articolo conosce bene per aver già scritto dei reportage quando era corrispondente dalla Cina per Libération e per aver pubblicato un libro nel 2005 dal titolo: “Le Sang de la Chine” in cui raccontava la storia completa di questa contaminazione di massa per il commercio di sangue avviato dalle autorità provinciali negli anni ‘90, a dispetto di tutte le norme igieniche. Il caso di Tian Xi non è in quella contaminazione di massa: è stato vittima di una trasfusione di sangue infetto. Ma si è unito ad altre vittime dello scandalo, per l’assenza di risarcimento e il disprezzo delle autorità, che dura da un decennio, scoperto grazie a questa lettera e che non è scomparso, anche se la Cina è diventa la seconda economia più grande al mondo.
Tutto è cambiato a fine luglio, quando Xi Tian si è arrabbiato in ospedale dal momento in cui il suo farmaco cominciava a mancare. Secondo suo padre, ha capovolto del tè in un ufficio. Da quel momento è stato considerato un piantagrane, una minaccia per la sacrosanta “stabilità sociale” ed è stato arrestato senza la possibilità di visite da parte della sua famiglia o dell’ avvocato e con l’accusa di distruzione di beni pubblici. Il suo caso è oggetto di una campagna di sostegno sul web cinese, specialmente da parte delle associazioni impegnate nella lotta contro l’AIDS. Xi Tian stesso teneva un blog prima del suo arresto, dedicato alla sua lotta personale per la giustizia.
“Siamo una famiglia normale” – scrive il padre del ragazzo –” e nel 1987, abbiamo avuto un figlio di nome Tian Xi, che quest’anno compie 23 anni. All’età di 9 anni, Tian Xi è stato trattato al People’s Hospital District Xincai, nella provincia di Henan. Ha ricevuto una trasfusione di sangue. All’età di 17 anni, gli è stato diagnosticato il virus dell’AIDS, e infezione da epatite B e C. E’ stato un duro colpo: mia moglie soffre di problemi mentali e la mia famiglia ha un fardello troppo pesante di sfortuna e disastri. In tutti questi anni, Tian Xi ha cercato di farsi curare in ospedale e insieme ad altre persone ha fatto appello alle autorità centrali, per ottenere un risarcimento per alleviare l’onere per la nostra famiglia. Anche se siamo stati ignorati e respinti, avendo ridotto le nostre speranze, Tian Xi si è assunto da solo il dolore di questa situazione”.

Il 23 luglio 2010, il segretario del Partito comunista del distretto di Xincai, Jia Guoyin ha invitato Tian Xi a trattare con lui un accordo di compensazione. Tian Xi si è recato più volte nell’ufficio del segretario del partito, ma non ha mai trovato Jia Guoyin. Quando sono mancati i farmaci, Tian Xi è andato in ospedale per risolvere il problema con il direttore, ma è stato ignorato. In un momento di rabbia, Tian Xi ha versato una tazza di tè su alcuni mobili dell’ ufficio. Da allora, i guai si susseguono. […] Tian Xi è nostro figlio, lui è una vittima. Egli è vittima della maledizione del sangue nell’Henan degli anni ‘90, e della politica di stabilità che aumenta la miseria e la sofferenza della nostra famiglia. Tian Xi è innocente, aiutatelo. Intervenire presso la polizia di Xincai perché cessino di abusare della loro autorità. Aiutateci ad avere per nostro figlio un equo risarcimento. Siamo una famiglia normale, chiediamo solo giustizia e che nostro figlio torni a casa sano e salvo al più presto. Tian Demin, padre Tian Xi.

Fonte: Giornalettismo.com, 7 settembre 2010

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