Cina: Pechino pronta a costruire il più grande impianto di clonazione animale al mondo

Cani, mucche e cavalli potranno essere “replicati” in laboratorio. Secondo China Daily uno dei principali scopi è l’allevamento di bestiame.

La Cina è pronta a costruire il più grande impianto per la clonazione animale del mondo. La struttura verrà realizzata nell’area per lo sviluppo economico e tecnologico di Tianjin (Teda) nel nord-est del paese, secondo quanto riferito dal quotidiano China Daily.

Il progetto, che potrebbe portare alla clonazione di cani, mucche e cavalli, prevede la realizzazione di un laboratorio, un centro di clonazione, una banca del gene e un centro espositivo per la scienza e l’educazione in grado di attirare gli investimenti per un valore di 200 milioni di yuan (30 milioni di dollari al tasso di cambio corrente), almeno secondo quanto riferito dal comitato di gestione del Teda – citato dal quotidiano cinese – che nel frattempo ha firmato un accordo con la Yingke Boya Gene Technology (Tianjin) Ltd, una controllata della Boyalife Group Ltd, azienda leader del paese attiva nel biotech.

I termini dell’accordo sono ancora poco chiari, ma lo sviluppo di tecnologie per l’allevamento di bestiame ottenuto mediante clonazione dovrebbe essere uno dei principali scopi del progetto. La Yingke Boya Gene Technology, infatti, ha esperienza nella clonazione dei cani in joint venture con la coreana Sooam Biotech Research Foundation. Secondo il China Daily, questa azienda è una delle pioniere nella clonazione animale, con 550 cani in attesa di essere “replicati” entro la fine del 2015 per utilizzarli poi nella sicurezza aeroportuale e doganale.

La Soam è capeggiata dal controverso scienziato Hwang Woo-suk, quello la cui reputazione venne seriamente messa in discussione nel 2005, quando emerse che aveva falsificato molti dati su una ricerca su cellule staminali. Hwang è noto nella comunità scientifica per essere stato il primo ad aver clonato un cane, un levriero afghano nato due anni or sono e chiamato Snuppy.

Ora la joint venture cino-coreana vuole cimentarsi sul mastino tibetano, sia per compiti di soccorso che di polizia. Ma il grosso dell’attività riguarderà il bestiame a scopo alimentare. Si partirà con 100 mila bovini all’anno per raggiungere, a regime, quota 1 milione di esemplari. Secondo Xinhua, la produzione partirà già dal 2016 con un investimento da una 30ina di milioni di dollari.

L’Unione europea si muove nella direzione opposta, di recente il Parlamento Ue ha inasprito i divieti sulla clonazione di bestiame. Invece negli Usa è consentito e in Cina il suo uso intensivo potrebbe essere già una realtà: secondo la Bbc già nel 2014 esisteva una azienda, la Beijing Genomic Institute che aveva prodotto 500 maiali clonati. Tuttavia la società, contrattata dal quotidiano, ha precisato che la clonazione era confinata ad effettuare ricerche in ambito genetico.

First On line, il Velino.it, 23/11/2015

English version, Daily Mail :

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