Cina: l’ultimo licenziamento di un alto funzionario cinese rivela violazioni dei diritti umani

Un funzionario provinciale responsabile della persecuzione della pratica spirituale del Falun Gong  è stato rimosso dal suo incarico la scorsa settimana. L’ultimo licenziamento di un alto funzionario cinese rivela violazioni dei diritti umani che fanno parte della politica cinese.

I prigionieri assistono a una sentenza di commutazione della pena nella prigione di Hongshan nella provincia di Hubei il 10 dicembre 2004. (Foto: GettyImages)

Il 1 dicembre, l’agenzia anti-corruzione della provincia di Hubei ha annunciato che Cheng Ying, vice direttore della Commissione Affari Sociali e Legali all’interno della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (CPPCC) di Hubei, è stato sottoposto al  “shuanggui”, un interrogatorio abusivo dei membri del Partito che lo ha  sollevato  dalla sua posizione e appartenenza al partito. Il suo caso è stato rinviato per il procedimento giudiziario.

La maggior parte dei crimini di cui è stato accusato sarebbero stati individuati durante il suo mandato come direttore dell’ufficio penitenziario della provincia: aver accettato tangenti e non essere riuscito a fermare le ripetute violazioni all’interno del sistema carcerario.

La caduta di Cheng potrebbe sembrare una prassi abituale della campagna anti-corruzione del leader cinese Xi Jinping per sradicare le cattive mele. Tuttavia, pur punendo Cheng, le autorità cinesi non hanno affrontato alcuni dei più gravi crimini: la sua responsabilità nella persecuzione dei praticanti del Falun Gong incarcerati nelle prigioni di Hubei che sono rimasti fedeli alla loro fede.

Cheng ha avuto una lunga carriera politica nell’Hubei, nel nord-est della Cina. Ha iniziato la sua carriera nella città di Xianyang, nella provincia dell’Hubei, lavorando come vice direttore del partito nel 1985. Nel dicembre 2008 ha iniziato a lavorare per le autorità provinciali dell’Hubei, dove, oltre a essere il capo della prigione, era anche il vice segretario del partito e vice direttore del dipartimento di giustizia della provincia.

Il Falun Gong, noto anche come Falun Dafa, è un’antica disciplina spirituale cinese che prevede la meditazione e gli insegnamenti morali basati sui principi di verità, compassione e tolleranza. La pratica divenne rapidamente popolare negli anni ’90. Nel 1999 una stima ufficiale gli aderenti erano 70 milioni, mentre i praticanti del Falun Gong  che avevano inziato la disciplina erano 100 milioni.

Allora, il leader del Partito comunista cinese Jiang Zemin, temeva che gli insegnamenti del Falun Gong si dimostrassero più allettanti della stessa ideologia del Partito. Ha ordinato una persecuzione a livello nazionale del gruppo a partire dal 20 luglio 1999. Secondo la Falun Dafa, da allora, milioni di aderenti sono stati sottoposti a tortura, detenzione, lavaggio del cervello e lavoro forzato. I ricercatori hanno scoperto che i praticanti del Falun Gong sono la principale fonte di prelevamento per il vasto business dei trapianti di organi  in Cina.

La World Organization to Investigation the Persecution of Falun Gong ( WOIPFG ), un’organizzazione no-profit con base a New York, ha denunciato Cheng per il suo ruolo nella persecuzione.

Le indagini di WOIPFG hanno riportato che la prigione Fanjiatai nella contea di Shayang, nella provincia centro-occidentale di Hubei, era un campo di concentramento per detenere gli aderenti al Falun Gong. Nel 2002 nella prigione erano rinchiusi illegalmente oltre 200 aderenti e spesso hanno dovuto subire torture e lavaggio del cervello, mentre ad alcuni sono state iniettate con la forza droghe sconosciute.

Secondo Minghui.org, un sito web con sede negli Stati Uniti che monitora la persecuzione in Cina, il praticante del Falun Gong Li Yuankai è stato gravemente picchiato e rinchiuso in una stanza di isolamento nel marzo 2012. Le guardie hanno usato manganelli elettrici per maltrattare e colpire duramente il  praticante Cheng Zipeng. Dopo le percosse e le torture è stato gettato in una stanza d’isolamento per due mesi.

In un’altra prigione dell’Hubei, nel carcere di Hongshan, il Sig. Kang Youyuan, 65 anni, anch’egli praticante del Falun Gong, sta scontando la sua condanna a tre anni. E’ stato imprigionato nell’ottobre del 2014, dopo essere stato trovato in possesso con del denaro con sopra scritto “Falun Dafa è buona”.

Nel settembre 2009, Zheng Yuling, 57 anni, una praticante che lavorava nell’ufficio affari del governo municipale di Chibi (una città all’interno di Hubei), è morta nel campo di lavoro femminile di Hubei dopo essere stata sottoposta a lavaggio del cervello e torture fisiche per un mese. Secondo Minghui.org, suo marito ha riferito che il suo naso era stato deformato e che le mani erano coperte da fori causati da aghi.

Anche il braccio destro di Cheng, Wu Shunfa, ex vicedirettore del Prison Management Bureau ha subito lo stesso processo illegale a cui è stato assoggettato Cheng. Wu, tra altri crimini, è stato riconosciuto colpevole di aver accettato tangenti per ottenere la libertà prima del permesso.

Wu ha collegamenti con il  Chu Yuan Groups, una compagine istituita dall’Hubei’s Prison Management Bureau a partire dal maggio 2012. Minghui.org ha scoperto che la società, che opera in diversi settori come l’olio di cotone, progettazione di costruzioni e servizi per il lavoro, ha assunto prigionieri in Hubei, inclusi aderenti del Falun Gong, che sono stati costretti a lavorare per lunghe ore, senza paga, per lucidare gioielli di giada e fare bacchette usa e getta.

La gestione del caso di Cheng segue uno schema che si è sviluppato nella campagna anti-corruzione di Xi: i responsabili della persecuzione del Falun Gong vengono condannati per altri crimini. Ad esempio, l’ex capo dell’apparato di sicurezza Zhou Yongkang, una forza trainante dietro la persecuzione nazionale, è stato condannato per corruzione, abuso di potere e violazioni di segreti di stato. Li Dongsheng, ex capo dell’Ufficio 610, formato allo scopo di sradicare il Falun Gong, è stato condannato per corruzione.

Traduzione Laogai Research Foundation Italia Onlus: ” L’altra Cina: in ricordo di Harry Wu”


Fonte: The Epoch Times, 4 dic 2017

English article: The Epoch Times, A Prison Chief With a Dark Past Purged in Chinese Regime’s Anti-Corruption Campaign

 

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