Cina: le autorità arrestano il più alto numero di pastori protestanti dal 1976

È successo a Hangzhou, capitale della provincia di Zhejiang, dove la polizia locale ha arrestato un pastore di una chiesa protestante per essersi opposto alla demolizione della sua croce.

L’arresto di Gu Yuese, questo il nome dell’uomo, è sintomo di un rapido inasprimento da parte della polizia nell’ambito di una politica volta alla repressione delle chiese e in particolare alla demolizione delle loro croci: “è il più alto numero di arresti di pastori dai tempi della rivoluzione culturale (1966-1976)”, afferma Bob Fu, presidente di China Aid.

Di lui non si hanno più tracce da circa 10 giorni, momento nel quale è stato sollevato dal suo incarico di pastore presso la “Three-Self Patriotic Movement”, gruppo sottoposto a sanzioni da parte del partito cinese.

Gu è detenuto in custodia dallo scorso giovedì, presso una località sconosciuta. Questo è quanto riporta sul suo sito web ChinaAid. La notizia è stata confermata anche dagli altri membri della comunità, ai quali è stata notificata la detenzione da parte degli organi di competenza cinesi, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.

Non stupisce inoltre, che Gu non sia l’unico irrintracciabile, sembra infatti non si abbiano notizie anche di sua moglie, alla quale molto probabilmente è spettata la stessa sorte.

Ed è proprio a seguito di tali vicende che tra i fedeli si respira un diffuso senso di impotenza: “Non possiamo commentare. Tutto quello che possiamo fare è pregare, perché non sappiamo quello che le autorità stanno facendo”.

A poco sono serviti dunque, lunghi mesi di lotta contro le autorità, al fine di impedire la cancellazione di un simbolo dalla centrale importanza per tutti i fedeli residenti nella città di Wenzhou, chiamata anche Gerusalemme della Cina, dato l’ampio numero di cristiani che la popolano.

“I nostri telefoni sono tutti monitorati, e siamo tutti molto preoccupati. Si muovo senza preavviso e noi non possiamo opporre resistenza, perché il cristianesimo predica la non violenza”.

Questo è quanto afferma un pastore della comunità che vuol rimanere anonimo. E aggiunge:

“Tutto questo riguarda la politica… abbiamo cercato di parlare con il governo, ma non hanno altra scelta poiché sottoposti a pressioni dai piani alti”.

Radio Free Asia, 29/01/2016

Traduzione M.R., Laogai Research Foundation Italia ONLUS

English article: RFA, China Detains Highest-Ranking Christian Pastor Since Cultural Revolution

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