Cina-Larung Gar: monache tibetane espulse dal monastero obbligate ad indossare abiti militari.[video]

Le autorità cinesi obbligano le monache tibetane a indossare abiti in stile militare e in piedi, e messe  sull’attenti viene imposto loro di cantare canzoni  patriottiche cinesi. Le monache scacciate vengono sottoposte alla “Rieducazione patriottica”.

Nel video, che circola sui social media, mostra queste monache espulse dal monastero di Larung Gar mentre cantano:  “Cinesi e Tibetani sono figli di una stessa madre”.

 In che cosa consiste la tortura dell’ “Educazione Patriottica“:

Essendo per la Cina il Dalai Lama «un leader che fa il doppio gioco» e che «sotto le mentite spoglie della religione» cerca di «ingannare i credenti, egli deve essere combattuto con la sua cricca» affinché il «Partito Comunista diventi il vero Buddha dei tibetani». Ecco perché in Tibet è proibito avere un’immagine del Dalai Lama e perfino parlarne.

Per convincere i tibetani a rinnegare la loro guida spirituale, la Cina ha inventato l’educazione patriottica il cui motto è “Ama la tua patria, ama la tua religione”. Sono previste per tutti i tibetani, sia nelle scuole che nei monasteri, lezioni con lo scopo di «inculcare l’amore per il comunismo e la Madrepatria cinese, per sostituire questi alla religione; per denunciare il Dalai Lama e la sua cricca». Per questo, ad esempio, tutti i cittadini della Contea di Ngaba, dove si sono suicidati la maggior parte dei tibetani, sono stati costretti a recitare in pubblico queste promesse:

1) Mi oppongo al Dalai Lama,

2) Non terrò foto del Dalai Lama in casa mia ,

3) Il mio pensiero non è influenzato dalla cricca del Dalai Lama,

4) Non seguirò il separatismo,

5) La cospirazione per dividere i paesi (Cina e Tibet) non funzionerà,

6) Amo il partito comunista ,

7) Seguirò il Partito a qualunque costo Riconosco la grande bontà del partito.

Chi non rimane traumatizzato, specie tra i monaci, e non riesce a scappare spesso tenta il suicidio, al di là delle auto-immolazioni.

 OBBLIGATI A RINNEGARE IL DALAI LAMA.

Una novità del 2012 rispetto agli altri anni è la competizione annuale per monaci e monache a chi «eccelle nell’amare la nazione, il dharma, nel promuovere l’unità delle nazioni, nello studiare con volontà la conoscenza della religione e delle politiche ufficiali e nell’obbedire alle regole».

Ad aprile del 2013 , a Lhasa, il partito comunista ha premiato 6.773 monaci e monache per il loro «ottimo lavoro».

Chi ha partecipato alla premiazione, ha dichiarato: «Erano circondati su tutti i lati da guardie armate. Alla fine dell’incontro, qualcuno gli ha chiesto quanto amavano la Cina, ma nessuno di loro ha detto neanche una parola». Il governo ha parlato invece del «grande entusiasmo che sprizzava dai monaci».

Infine, quei monaci che si rifiutano durante le lezioni di “Educazione patriottica” nei monasteri di scrivere temi contro il Dalai Lama, contro l’indipendenza del Tibet, a favore del partito comunista, nei quali esprimano quanto amano la Cina e il partito vengono pestati a sangue o sbattuti in prigione, finché appunto non si dimostrano educati. Tutto questo è solo una parte piccolissima di quello che la Cina comunista fa ai tibetani, e che il rapporto con dovizia di particolari racconta, ma già basta a fare intuire la disperazione che porta alle auto-immolazioni.

Gianni Taeshin Da Valle, Laogai Research Foundation Italia ONLUS,02/12/2016

Video monache di Larung Gar:

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