CINA: la polizia dello Xinjiang saccheggia migliaia di case di uiguri in Kazakistan

RFA ha appreso che le autorità cinesi della contea di Tekes, nella regione nord-occidentale dello Xinjiang,  nelle ultime settimane hanno fatto irruzione nelle case di circa 30.000 membri del gruppo etnico kazako, confiscando copie del Corano, tappetini da preghiera e altri oggetti religiosi.

 Nella foto: gruppo di Kazaki etnici provenienti dalla Cina

Un residente etnico kazako della contea di Tekes, ha detto che è tornato di recente in Cina dopo una visita ai parenti oltre il confine in Kazakistan e che nella sua città numerosi  di posti di blocco erano stati attivati.  Il suo nome e il suo numero di carta d’identità sono stati aggiunti alla lista dei “ricercati” della polizia insieme ad altri 60 kazaki etnici.

La stessa fonte asserisce che tra il 25 ottobre e il 1 novembre, le case e le residenze di 30.000 kazaki sono state perquisite con la forza, in cerca di Corani, stuoie e qualsiasi cosa recasse riferimenti alla loro fede mentre i cinesi di etnia Han nella zona, sono stati ignorati.

Giovedi un funzionario è stato raggiunto al telefono al dipartimento di polizia della contea di Tekes e si è rifiutato di commentare:  “dovrai venire di persona … e chiederlo, non accettiamo le telefonate”.

Una seconda fonte, un interprete di lingua kazaka, ha confermato la testimonianza della prima.

“Ho anche sentito che ora ci sono 60 nominativi su una lista nera della polizia della contea di Tekes che sono andate a visitare i parenti in Kazakistan”.

Confisca di oggetti religiosi

Le fonti hanno riferito che i funzionari avevano avvertito le persone di non cercare di nascondere alcun oggetto, in quanto se venissero scoperti nelle incursioni della polizia, “ci sarebbero gravi conseguenze”.

Le minoranze etniche locali sono sottoposte a un’enorme pressione e sono costrette a partecipare alla cerimonia dell’alza bandiera alla mattina presto mentre viene suonato l’inno nazionale.

A settembre funzionari di tutto lo Xinjiang hanno avvertito quartieri e moschee che la minoranza etnica uigura, kazaka e kirghisa deve consegnare qualunque oggetto religioso. Dovranno affrontare severe punizioni se verranno trovati in possesso di articoli di culto.

All’inizio di quest’anno, le autorità dello Xinjiang hanno iniziato a confiscare tutti i Corani pubblicati più di cinque anni fa a causa di “contenuti estremisti”, secondo i funzionari locali.

I Corani vengono confiscati come parte di una campagna ancora in corso nello Xinjiang che proibisce materiale pubblicitario “illegale” , attività religiose e insegnamento religioso, oggetti ritenuti dalle autorità strumenti di terrorismo – inclusi i coltelli e persino  giocattoli telecomandati e oggetti simboli sportivi legati all’Islam.

In alcune zone dello Xinjiang le autorità cinesi hanno recentemente emesso ordini per i cittadini cinesi kazaki di consegnare i passaporti e le loro “green cards”. Hanno arrestato centinaia di kazaki di ritorno da studi all’estero o da visite ai loro famigliari, inviandoli a tempo indeterminato nei campi di rieducazione”.

I dati ufficiali mostrano che attualmente ci sono circa 1,5 milioni di kazaki in Cina, per lo più concentrati nella Ili Kazakh Autonomous Prefecture e nei dintorni, vicino al confine con il Kazakistan.

La Cina ha precedentemente accolto i kazaki che desideravano trasferirsi dal Kazakistan e il loro numero ha raggiunto quasi 38.000 nel 2006. Ma ora sono molti i kazaki con cittadinanza cinese che stanno tornando nella direzione opposta.

Radio Free Asia, 16 nov 2017

Traduzione LRF Italia Onlus: in ricordo di Harry Wu


English article, RFA:  Police in China’s Xinjiang Raid Thousands of Muslim Kazakh Home

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