Cina: la Corte Suprema pubblica dettagli sul divieto di tortura

Diffuso oggi i particolari del regolamento che vieta l’uso della violenza per estorcere confessioni, che era stato annunciato alla fine di maggio.
Lo scrive l’agenzia Nuova Cina. Il nuovo regolamento viene dopo la scoperta del caso di un uomo condannato per omicidio che è stato 10 anni in galera prima di essere liberato quando si è scoperto che la presunta vittima era in realtà viva. Tra l’altro il regolamento stabilisce, che nei casi nei quali l’ imputato sia accusato di reati punibili con la pena capitale, che tutte le prove devono essere prodotte in aula e sottoposte a verifica da parte della difesa.

METODI IMPROPRI – In genere nei tribunali cinesi i testimoni non compaiono in persona e i giudici si limitano a leggere le loro deposizioni. Pochi giorni fa l’ intellettuale tibetano Karama Samdrup ha affermato in tribunale di essere stato sistematicamente torturato per sei mesi nel tentativo di estorcergli una confessione. Il suo processo è stato aggiornato. Nel caso dell’ uomo condannato per un omicidio che non era mai avvenuto, Zhao Zuohai, tre poliziotti sono stati arrestati con l’accusa di averlo torturato. Nel documento della Corte Suprema si legge tra l’altro che “la pratica giudiziaria degli ultimi anni ha dimostrato che metodi impropri sono stati usati in vari casi per raccogliere le prove, specialmente nei casi che comportano la pena di morte”.

Fonte: Giornalettismo.com, 25 giugno 2010

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