Cina, Influenza suina: vicini alla pandemia

Per l’influenza suina gli esperti della medicina mondiale cominciano a parlare di un rischio pandemia, la prima dopo 40 anni, mentre sale il numero dei morti in Messico e quello delle persone infette nel resto del mondo.

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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha innalzato a livello 4 l’allarme pandemia (il massimo è 6), con il quale si avvisa che il virus è capace di passare da uomo a uomo e può produrre epidemie diffuse in comunità e gruppi. L’ultima influenza di questo tipo che si ricordi è quella di Hong Kong nel 1968 che ha causato la morte di un milione di persone.

Keiji Fukuda, assistente generale dell’Oms, ha dichiarato che a tutt’oggi il virus è troppo “diffuso per contenerlo”. Mentre le nazioni dove esso è presente devono cercare con tutti i mezzi di mitigarne gli effetti, egli ha fatto notare che “chiudere le frontiere o restringere i viaggi ha effetti irrisori nel fermare la diffusione del virus”. Ciò è dovuto alla velocità con cui si viaggia e si comunica.

Molti aeroporti hanno approntato dei punti di verifica della temperatura corporea per i passeggeri, pedane disinfettanti e distribuzione di mascherine per chi entra nel Paese.

Finora il virus ha fatto 150 morti in Messico, di cui solo 20 casi sono confermati. Nel Paese, dove le scuole sono state chiuse e le occasioni di raduno cancellate, sembra che la forza del virus stia diminuendo. Si confermano casi di influenza suina in Usa (40); Canada (6); Gran Bretagna (2); Spagna (1); casi sospetti si segnalano in Israele, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Guatemala, Perù.

Gli esperti fanno notare che il virus viene dallo stesso ceppo che produce le influenze stagionali negli esseri umani, ma esso è rafforzato da materiale genetico influenzale che di solito colpisce i polli e i maiali. L’Oms avverte che ci vorranno almeno 4-6 mesi per produrre il primo vaccino anti-influenzale e molti più mesi per produrlo in grandi quantità.

Sebbene non vi siano controindicazioni nel cibarsi di carne di maiale, Russia, Cina, Ucraina, Kazakistan, Filippine, Thailandia ed Emirati arabi hanno bloccato le importazioni di carne di maiale proveniente dagli Stati Uniti.

Il timore di epidemie sta causando una caduta delle azioni delle compagnie aeree. La Cathay Pacific ha perso oggi l’1,7%, mentre ieri le sue azioni sono scese dell’8%; a Taiwan la China Airlines e la Eva Airways hanno perso rispettivamente il 4 e il 7%; ieri avevano perso il 7%.

fonte: AsiaNews, 27 aprile 2009

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