Cina, Guangdong: attivista arrestato per magliette con stampa di citazione di Guo Wengui

Le autorità della provincia meridionale cinese di Guangdong hanno arrestato un attivista perché vendeva magliette con una frase di Guo Wengui, miliardario esiliato.

Dong Qi è attualmente detenuto presso la Prigione Longgang di Shenzhen, al confine con Hong Kong, per aver stampato e venduto magliette con le parole “tutto questo è solo l’inizio”.

La polizia ha anche interrogato i suoi clienti, mentre Dong è sotto accusa per “incitazione a litigio e disturbo dell’ordine pubblico”, ha comunicato a RFA il suo avvocato Wen Yu, mercoledì.

“Non succede spesso che qualcuno subisca un arresto con accuse penali per aver stampato magliette”, ha detto Wen dopo un incontro con Dong al centro di detenzione. “Non è mai stato arrestato prima, ma ha detto che immaginava che questa sarebbe stata la conseguenza, è mentalmente preparato”.

Wen ha riferito che la sua domanda per l’uscita su cauzione è stata rifiutata.

“Hanno detto che il caso di Dong Qi era già stato ridotto, da sovversione a provocazione e disturbo della quiete pubblica, dopo aver capito che non si trattava di qualcosa di grave”.

Eppure le accuse non reggono.

“Su quali basi si può trattenere qualcuno solo perché ha stampato delle magliette?” Wen prosegue. “Non ha alcun senso, quindi continueremo a chiedere la sua liberazione su cauzione”.

La moglie di Dong, Xiao Liang, ha detto che la sopravvivenza della famiglia dipendente dal reddito del marito e che aveva iniziato a stampare magliette per fare qualche soldo extra.

“I genitori di Dong Qi sono entrambi agricoltori e, io bado al nostro bambino, che ha solo tre anni”, ha detto Liang. “È lui che porta a casa il pane”.

“Ha iniziato a stampare queste magliette perché pensava che sarebbero state molto popolari, perciò ha preparato una partita [da vendere] per integrare il nostro reddito familiare”.

“Non ha mai pensato che sarebbe incappato in guai simili, o arrivare a conseguenze così gravi”, ha detto Liang.

Casi simili

In ogni caso, Niu Lingchai, dell’Hebei, ha dichiarato che Dong non è la prima persona a essere arrestata per aver stampato slogan su magliette.

Niu ha detto che di essere stata arrestata e interrogata per aver ordinato un lotto di magliette e averne vendute a un centinaio di clienti, i quali a loro volta sono stati chiamati a casa dalla polizia e intimati a non indossare il capo comprato.

“La polizia mi ha perquisito la casa e ha prelevato tutte le fatture; credo che le abbia usate per trovare i contatti dei miei clienti, per poi chiamarli e metterli in guardia”.

Kwon Pyong, invece, di etnia coreana, originario della provincia nord orientale di Jilin, è stato processato il 15 febbraio per sovversione, poiché aveva indossato una maglietta con stampati soprannomi satirici sul presidente Xi Jinping, tra cui “Xitler”.

Dong non è neppure il primo a essere arrestato per simpatizzare con Guo.

L’attivista di Shenzhen Lin Shengliang è stato messo in detenzione amministrativa dalla polizia di Shenzhen dopo aver mostrato pubblicamente la propria simpatia per il miliardario, hanno comunicato a RFA i suoi amici.

“Lin Shengliang sta scontando una detenzione amministrativa”, ha detto domenica un amico soprannominato Yan. “Non han voluto dirmi quali erano le accuse… hanno a che fare con il suo sostegno a Guo Wengui”.

“Mi ha contattato quando la polizia è andata ad arrestarlo, e mi ha lasciato un numero di emergenza da chiamare nel caso in cui lo avessero messo in galera”.

La polizia in Cina può procedere a detenzioni amministrative fino a quindici giorni senza processo per coloro che sono considerati “piantagrane”, ma a volte tali sentenze sono cambiate in arresti penali e il detenuto rimane in custodia in attesa che si proceda con indagini più lunghe.

“Allarme rosso”

Il mese scorso la Cina ha trasmesso un “allarme rosso” all’Interpol per l’arresto di Guo, un’azione che i critici dicono miri a impedirgli di rivelare dettagli imbarazzanti che riguardano episodi di corruzione legati a leader del paese.

Nell’avviso all’Interpol, si richiede alle forze di polizia degli stati membri di “individuare e arrestare il sospettato Guo, noto anche come Miles Kwok, in attesa dell’estradizione”.

Secondo quanto riferito dai media, Guo è sospettato di aver pagato 60 milioni di yuan (8,72 milioni di dollari Usa) in tangenti al vecchio ministro della sicurezza Ma Jian, con cui aveva dei legami.
Guo, che negli ultimi due anni ha vissuto all’estero, invece ha dichiarato che lo stanno cercando per paura che possa rilasciare informazioni sulla corruzione che circola tra più alti livelli della leadership cinese.

Traduzione Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: Radio Free Asia, 3 giu 17

English article: Activist Held in China’s Guangdong For Printing T-Shirts Bearing Guo Wengui Quote

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