CINA : giornalista catturato in 7 minuti. Era un test sulla videosorveglianza

Grazie alle telecamere di sorveglianza e al riconoscimento facciale, a Pechino tutti gli abitanti e i veicoli vengono registrati e seguiti negli spostamenti.

Ci sono voluti solo sette minuti per individuare il «sospetto» e assicurarlo alla giustizia: è la potenza del Grande Fratello cinese messo a punto a Pechino. L’ha testato un giornalista «in fuga», John Sudworth della Bbc che ha avuto l’opportunità, rarissima, di mettere alla prova il sistema di videosorveglianza della metropoli asiatica (qui il video). Pechino vanta un vero e proprio sistema a cui nulla sfugge, una rete complessa composta da telecamere e sistemi di riconoscimento facciale che scannerizzano ogni giorno milioni di persone. Decine di milioni. Pechino dopotutto vanta una superficie poco più piccola della Sardegna in cui ogni giorno si muovono 21 milioni di residenti e oltre dieci milioni tra pendolari e turisti. Trovare un sospetto in questa moltitudine è come cercare un ago in un pagliaio ma non certo per gli occhi digitali.

Un enorme database di spostamenti umani

Per la sua sicurezza la capitale cinese ha puntato sulle Cctv, le telecamere a circuito chiuso che per esempio costellano Londra. In tutta la Cina sono oltre 170 milioni con un piano che prevede di arrivare a 400 milioni entro il 2020. A Pechino invece sono circa 50mila, abbastanza per coprire ogni via, piazza, ponte. Non c’è angolo in cui non si è sotto vigilanza e chi è stato in città se ne sarà accorto: è facile vedere grappoli di obiettivi che puntano in ogni direzione. L’occhio però è nulla senza il cervello e così a telecamere e sensori hanno aggiunto complessi algoritmi capaci di scannerizzare visi e numeri di targa, di riconoscere ogni persona e sapere la sua età, dove vive, più altri dati che non sono stati rivelati. In parole povere la polizia può sapere dove si trova ogni persona in qualsiasi momento, anche nel passato. Il sistema salva ovviamente tutti i dati raccolti per andare a ritroso nel tempo: triangolando i dati ricevuti da ogni occhio digitale può ricostruire gli spostamenti si una persona o di un veicolo fino ai sette giorni precedenti.

Un carcere a cielo aperto?

Non stupisce quindi che il giornalista inglese non abbia avuto scampo. Partito da un punto a caso in città, gli è bastato bighellonare per soli sette minuti prima di essere individuato e fermato. Un tempo da record che ha ovviamente i suoi detrattori. Sono diverse le voci che contestano un sistema che trasformando Pechino in un carcere a cielo aperto in cui nessuno è libero. Il poeta Ji Feng, apertamente critico verso il governo, fa notare come il Grande Fratello cinese possa costituire un pericolo per i dissidenti. Per quanto la polizia sottolinei che i dati raccolti vengono usati solo in caso di bisogno e di reale emergenza è difficile per molti cinesi vivere con questa coltre di obiettivi che ne segue tutti gli spostamenti. Insomma, è molto più pervasivo di qualsiasi Grande Fratello letterario o cinematografico soprattutto perché quello cinese è reale.

Corriere della Sera,14 dic.2017

English article,Huffingtonpost:

Welcome To The Surveillance State: China’s AI Cameras See All

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