Cina-Gansu: Il signor Zhang Bingwu perseguitato a morte

Il signor Zhang Bingwu, della contea di Jingyuan, è morto otto mesi dopo l’arresto. L’uomo era stato trattenuto per sei mesi nel centro di detenzione di Jingyuan.

Il 17 maggio 2016 il signor Zhang era stato arrestato per aver affisso quattro giorni prima dei manifesti informativi sul Falun Gong. Il 26 gennaio 2017 è morto per un tumore al cervello.

Arresto

Nel cuore della notte gli agenti del dipartimento di polizia, dopo aver scavalcato il muro del cortile hanno fatto irruzione nell’abitazione del signor Zhang. Prima di portarlo nel centro di detenzione hanno minacciato la sua famiglia e saccheggiato la sua casa.

Non era la prima volta che il praticante veniva arrestato. Da quando nel 1999 è iniziata la persecuzione del Falun Gong è stato detenuto e perseguitato numerose volte.

Al momento dell’arresto nell’abitazione c’erano la moglie, la figlia più giovane incinta di cinque mesi e il figlio di quest’ultima di cinque anni. Il bambino è stato terrorizzato dalla scena che si è svolta davanti ai suoi occhi.

Dal giorno dell’arresto la moglie del signor Zhang non è più riuscita a dormire bene ed è sempre nervosa a causa dello shock. La donna ha inoltre accusato un forte aumento della pressione sanguigna e nonostante abbia cinquanta anni, è invecchiata visibilmente.

Il rilascio per motivi di salute e il decesso

Il 22 novembre 2016 il capo del centro di detenzione e due agenti di polizia sono andati a casa del praticante e hanno informato i suoi familiari che il loro caro aveva un tumore al cervello. In seguito, dopo che la sua famiglia ha preparato e presentato i documenti necessari, l’hanno rilasciato per motivi di salute.

Tre giorni dopo, il 25 novembre il capo del centro di detenzione e un agente di polizia hanno riportato il praticante a casa.

Al suo ritorno la famiglia ha notato che aveva un’espressione ottusa ed era insensibile. Era inoltre diventato incontinente e quando gli venivano poste delle domande dava risposte irrilevanti. Se qualcuno gli metteva un pugno davanti agli occhi, si spaventava e si scansava rapidamente. Quando gli è stato chiesto se durante la detenzione era stato picchiato, non rispondeva.

La famiglia ha saputo da un poliziotto che essendo gravemente malato il loro caro sarebbe morto entro un mese.

Il 31 novembre i suoi familiari l’hanno portato in ospedale. Poiché l’uomo aveva segni di aghi ben visibili su tutto il corpo, il medico ha chiesto loro se fosse un tossicodipendente.

Quando il signor Zhang era detenuto, il dipartimento di polizia aveva alterato le prove del “crimine” di cui era accusato e le ha inviate alla procura (*). L’udienza era stata originariamente fissata per il 28 dicembre 2016 e poi rinviata al 4 gennaio 2017.

Prima del processo il giudice si era recato a casa del praticante per verificare se era davvero impossibilitato a presenziare all’udienza e prima di andare via ha commentato che l’imputato appariva in salute.

Poiché il signor Zhang non era nello stato d’animo appropriato, il 4 gennaio non ha partecipato al processo.

Il 17 gennaio 2017 i suoi familiari l’hanno portato di urgenza in ospedale quando hanno notato che stava soffrendo e aveva spasmi. Viste le condizioni critiche è stato poi trasferito in un altro ospedale.

Hanno poi iniziato a manifestarsi diversi sintomi, arrossamento, pustole, eruzioni cutanee e piccole vesciche. Una serie di esami eseguiti nei due giorni successivi ha rivelato che aveva un tumore maligno al cervello e c’era forte accumulo di liquidi potenzialmente causato da un trauma. Il giorno successivo al suo ricovero è entrato in coma.

Il 22 gennaio 2017 l’hanno riportato a casa dopo che i familiari hanno deciso di non procedere con l’intervento chirurgico.

Una volta a casa ha ripreso conoscenza e hanno provato a fargli delle domande, ma non è riuscito a descrivere quello che è accaduto mentre era sotto detenzione. Il 26 gennaio 2017 è morto.

Qualche giorno dopo, il 6 febbraio 2017 il giudice ha continuato a molestare telefonicamente i suoi familiari.

Anche altri due praticanti perseguitati

Il 13 maggio 2016 erano con il signor Zhang anche i signori Liu Sicai e Song Guoli. Anche Liu stava affiggendo manifesti.

Il 19 maggio 2016 il signor Liu è stato arrestato e inviato allo stesso centro di detenzione del signor Zhang.

Il 4 gennaio 2017 è stato poi processato e condannato a sei anni di reclusione senza che la sua famiglia potesse partecipare all’udienza.

Nel frattempo, da metà gennaio del 2017 i parenti del signor Song sono stati molestati dalla polizia. Gli agenti hanno perquisito tutte le loro abitazioni nel tentativo di arrestarlo e lui non ha avuto altra scelta che andarsene da casa per evitare altre persecuzioni.

Persone responsabili della morte del signor Zhang:

Su Benlu, giudice incaricato del caso: +86-153-39890253

Hao Jun, capo dell’Ufficio 610 (*) locale: +86-151-09438616

Zhong Lianrong, vice capo dell’Ufficio 610 locale: +86-151-09438539

(*) GLOSSARIO

Clearharmony,23 marzo 2017

English article,Minghui: Mr. Zhang Bingwu Persecuted to Death

 

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