Cina: è scomparso Li Heping

L’azione repressiva del governo di Xi Jinping ha portato all’arresto di uno dei difensori dei diritti umani più noto di tutta la Cina.

Il 12 luglio scorso, in un’operazione senza precedenti, la polizia cinese ha eseguito decine di arresti di avvocati che si battono per i diritti umani. Secondo il China Human Rights Lawyer Concern Group di Hong Kong, sono almeno 57 i legali arrestati in almeno 15 città diverse del paese.

Tra questi, Li Heping, cristiano devoto e padre di due figli, nato in un villaggio rurale nel sud della provincia cinese di Henan, uno dei più importanti membri della comunità di difensori dei diritti umani in Cina.

Dopo aver mosso i primi passi come avvocato nell’ambito del diritto d’autore, Li ha poi scoperto la sua passione per i diritti civili e da lì non si è mai più spostato. Negli ultimi 15 anni, ha difeso cristiani costretti a vivere in clandestinità, attivisti ambientali, dissidenti politici e alcune minoranze religiose. Ma nell’operazione di luglio Li è stato portato via dalla sua casa di Pechino. Dove? Nessuno lo sa.

È per questo che due avvocati cinesi, Cai Ying e Ma Lianshun, hanno avviato una ricerca per ritrovare Li Heping, recandosi di persona presso le stazioni di polizia e i centri di detenzione della Cina del nord. La prima tappa di questo viaggio li ha condotti alle stazioni di polizia di Pechino: è lì che la mogli di Li ha ne ha denunciato per la prima volta la scomparsa. Da qui, le ricerche sono avanzate verso Tianjin, una città a est di Pechino, con circa 14 milioni di abitanti, poi a Hexi. Ma in nessuno di questi centri sono state trovate tracce di Li.

Dall’inizio di agosto la situazione di Li  e dei suoi familiari è peggiorata ulteriormente: la polizia ha fatto irruzione nella casa del fratello, anche lui avvocato, sequestrando documenti e computer e successivamente, la polizia ha interrogato sua moglie per circa 5 ore.

Alcuni media statali hanno accusato tutti gli avvocati arrestati nella retata di luglio, di far parte di una banda criminale, ma questa non è che l’ennesima azione del programma di Xi Jinping, presidente della Repubblica e segretario del Partito Comunista in Cina, che mira a soffocare le espressioni indipendenti della società cinese.

Al momento le ricerche sono state interrotte e nessuna traccia di Li è ancora emersa. Ma il rischio più grande che sollevano le associazioni di difesa dei diritti umani è quello della tortura.

Fonte,Il Journal,10/08/2015

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