Cina e inquinamento, ecco il documentario choc censurato (video)

Chai Jing, una ex-giornalista televisiva di 39 anni, ha prodotto a sue spese e pubblicato online un documentario sull’inquinamento in Cina. “Under the dome” (Sotto la cupola) spiega che vengono utilizzati carbone e petrolio di bassa qualità per risparmiare, e che ignoranza, apatia burocratica e mancanza di legislazione fanno il resto, proprio mentre il Paese continua a galvanizzarsi sugli investimenti che fa nell’energia pulita. Quanto a questi ultimi, sottolinea un dato interessante: i funzionari cinesi sono giudicati per quanto fanno crescere il Pil, non sui risultati ottenuti. Ragion per cui sono molti gli investimenti che partono, ma pochi quelli che vengono seguiti e valutati nel tempo.

Il documentario, da poco censurato sui siti cinesi è un po’ nello stile delle TED talks, con l’ex giornalista in piedi che cammina su un palcoscenico con uno schermo dove vengono proiettate immagini delle interviste e delle visite a città particolarmente inquinate, nonché statistiche e infografiche sugli effetti dell’inquinamento. Davanti a lei, rapiti, giovani spettatori (sembrano studenti universitari, anche se questo aspetto non è specificato).

Oltre allo choc provocato dalle immagini sorge la domanda sul perché questo documentario, così esplosivo, sia potuto esistere, e perché venga pubblicato ora. Tra le risposte, il fatto che oggi c’è la cerimonia inaugurale dell’appuntamento annuale del Parlamento cinese, che si riunisce per due settimane, nel corso delle quali i delegati – fra cui star e celebrities – applaudono alle proposte del Partito Comunista e firmano le proposte per farle diventare legge. Xi Jinping farà un discorso inaugurale, che quest’anno dovrebbe esporre la sua nuova teoria politica: “I Quattro Comprensivi”. Ovvero: “comprensivamente” costruire una società moderatamente prospera, andare più a fondo con le riforme, governare il Paese secondo la legge e rafforzare la disciplina all’interno del partito.

Il documentario di Chai Jing, in un certo senso, mostra fino a che punto questo tipo di slogan non possano cambiare davvero il Paese, se manca, per esempio, uno standard nazionale che stabilisca la qualità minima che deve avere la benzina. Pubblicato online nel fine settimana, il documentario di Chai Jing è stato visto da oltre 100 milioni di persone.


Fonte: La Stampa.it, di ILARIA MARIA SALA, 2 mar 15

English article: BBC, Under the Dome: The climate film taking China by storm

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