Cina e aziende italiane: la situazione nel 2010. Entrare nel nuovo mercato è obbligatorio

La crescita della Cina oscillerà tra l’8 e il 10 %nel corso del 201°, le persone benestanti, considerando tale chi ha un reddito superiore ai 30mila dollari, dovrebbero aumentare nel 2030 di oltre 200 milioni di persone, la metà dei 413 milioni previsti nei Paesi emergenti, ed è così che la Cina si avvia a diventare la prima economia mondiale.

A dimostrarlo anche gli ultimi numeri in materia di esportazioni e Pil interno. Tradotto: ciò significa che questo processo di crescita economica repentina dovrebbe spingere le nostre imprese ad investire oppure esportare in questo Paese.

A definire le nuove linee guida dell’economia mondiale, è stato l’ultimo Rapporto della Fondazione Cina ‘La Cina nel 2010, scenari e prospettive per le imprese’, presentato in Confindustria dal direttore generale della Confederazione, Giampaolo Galli, e dal presidente della Fondazione, Cesare Romiti. Galli ha spiegato come la Cina sia diventata una potenza economica di primissimo piano, inoltre, “più di altri Paesi emergenti, la Cina è diventata un elemento di stabilizzazione della crisi economico-finanziaria”.

Per tali motivazioni, questo paese dovrebbe diventare una ‘destinazione obbligata’, sia secondo Galli che Romiti. Secondo il Rapporto, i nuovi benestanti risiederanno nei Paesi Brics (Brasile, Russia, India e Cina) e in Paesi vicini geograficamente come la Turchia e culturalmente come l’Argentina, tutte economie dove il made in Italy già oggi afferma il suo valore e rappresenta uno status attraverso la forza dei marchi italiani e nelle quali si dovranno concentrare gli sforzi futuri delle imprese italiane. Fondamentale, dunque, per le imprese, “la consapevolezza delle potenzialità di lungo periodo dei nuovi mercati per progettare strategie vincenti”.

Marianna Quatraro

Fonte: Business on Line, 12 marzo 2010

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