Cina, cacciato l’avvocato perché “non serve”: monaco condannato all’ergastolo

Il Tribunale non ammette l’avvocato, perché il cliente già ne ha uno nominato d’ufficio: condannato all’ergastolo. Li Dunyong, legale di Pechino, insieme ad altri da tempo si è dichiarato pronto a difendere i tibetani. E’ stato nominato dalle famiglie per difendere i monaci Tsultrim Gyatso e Thabkey Gyatso del monastero di Labrang (Gansu), arrestati per avere partecipato a una protesta politica. Li spiega che le autorità gli hanno risposto che la sua opera non era necessaria, perché i monaci “già avevano un avvocato”.

I due monaci, dopo che è stata loro negata la difesa, di recente sono stati rispettivamente condannati all’ergastolo e a 15 anni di carcere per “avere cercato di dividere il Paese”.

L’agenzia Radio Free Asia ha denunciato ieri vari casi in cui il tribunale non ha accettato i legali officiati dagli imputati tibetani. Funzionari del tribunale di Xining (Qinghai) hanno rifiutato a Li di poter difendere Dhondup Wangchen, produttore di documentari.

Wangchen è detenuto dal marzo 2008 per avere intervistato due tibetani riguardo le loro idee politiche, per il film “Leaving Fear Behind” (Lasciando la paura alle spalle). Il film, che raccoglie testimonianze di tibetani sul Dalai Lama, la politica cinese in Tibet e le Olimpiadi di Pechino, è stato tradotto in sette lingue e proiettato in oltre 30 Paesi. Li è stato nominato dalla famiglia di Wangchen, che solo dopo un anno ha saputo dell’arresto.

Intanto il Centro tibetano per i diritti umani e la democrazia denuncia che il tribunale di Kardze (Sichuan) ha condannato il 3 luglio il monaco tibetano Jamyang Tenzin a 3 anni di carcere per avere protestato contro la campagna di “Educazione patriottica” lanciata a Lithang nel 2007.

Jamyang è stato arrestato il 3 ottobre 2007 perché si è opposto in modo pacifico alla campagna di “Educazione” in atto nel monastero Yonru, contea di Lithang. Da allora è rimasto in carcere per quasi due anni senza che la famiglia avesse notizie e, quindi, senza che nessuno sia potuto andare a visitarlo. Si ignora se abbia avuto assistenza legale nel processo.

Nel settembre 2007 le autorità cinesi imposero queste campagne di indottrinamento ai monasteri di Lithang. Gli “istruttori” hanno anche preteso dai monaci che scrivessero denunce contro il Dalai Lama, per dimostrare la fedeltà al governo cinese. Janyang ha protestato e urlato slogan come “Possa il Dalai Lama vivere migliaia di anni”. E’ stato portato via una notte, dopo la fine della campagna di educazione.

Fonte: AsiaNews, 21 luglio 2009

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