Autore arrestato per aver parlato del “Lavaggio del cervello” praticato dal PCC

“Tutti i cittadini cinesi godono di libertà d’espressione, pubblicazione e associazione”. Così recita l’art. 35 della Costituzione cinese, di cui si è celebrato l’anniversario il 4 dicembre.

Tuttavia c’è poco da festeggiare, poiché, proprio nello stesso giorno, il coraggioso autore cinese Fu Zhibin è stato condannato a 22 mesi di prigione e 23.000 dollari di risarcimento per aver pubblicato un libro riguardo la pratica del lavaggio del cervello ad opera del partito cinese a Taiwan.

L’accusa ufficiale, mossa dalle autorità del Jiangxi, è quella di aver “intrapreso affari illegali”. Questo ha permesso di assicurare anche ai suoi collaboratori una pena certa, conferendo un anno e 5 mesi al suo assistente, il quale dovrà pagare anche una multa di 14.000 dollari e un anno e 3 mesi al tipofagro, reo di aver reso possibili le “attività illegali” del suo cliente.

Fu, 51 anni e una carriera da produttore, è anche un attivo e schietto commentatore web, decisamente inviso al partito, specialmente a seguito dell’uscita dei suoi documentari riguardanti il buddismo tibetano e gli strazianti eventi verificatisi nello Xinjiang a spese della minoranza uigura.

Zhang Zanning, suo avvocato in questo triste processo, ha affermato ai microfoni di Radio Free Asia che le accuse mosse al suo assistito sono totalmente ingiuste e infondate e che verrà presentato ricorso.

Dello stesso parere è Liu Zhenhou, affermato rappresentate legale, il quale temeva una condanna di addirittura 3 anni, considerando che, in fascicolo delle autorità locali, Fu viene descritto come l’uomo che ha distorto e infangato non solo la prima generazione di leader – incluso Mao – , ma anche l’intera storia del Partito. Quest’ultimo, infatti, secondo l’autore, sarebbe giunto al potere con l’aiuto della potenza sovietica e avrebbe condotto una spietata campagna di indottrinamento e rimodellamento del pensiero dei propri cittadini, tanto da poter parlare di un vero e proprio lavaggio del cervello di cui abbiamo ormai certezza.

E se non dovesse bastare la storia a confutare tale tesi, anche Sun Lin, giornalista freelance con sede a Nanjing, definisce l’opera di Fu “un’accurata ricostruzione delle tecniche di controllo usate dal PCC”.

Fu Zhibin è stato arrestato il 9 settembre del 2014 ed incriminato soltanto nel dicembre dello stesso anno, tuttavia, prima di ricevere la vergognosa sentenza, ha trascorso 12 mesi della sua vita dietro le sbarre, periodo in cui, secondo i suoi amici, avrebbe subito dei maltrattamenti e le prospettive sulla sua condizione non sembrano lasciar speranza.

Questo è il prezzo per aver diffuso in 1000 copie una delle verità oscure della Cina che anche oggi si conferma subdola manipolatrice del proprio popolo.

Fonte, Radio Free Asia,04/12/2015

M.R. Laogai Research Foundation Italia ONLUS

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