Cina: Aumenta consumo del latte, Pechino chiede aiuto all’Italia

Roma, Italia – La popolazione cinese continua a crescere e cambia abitudini, anche alimentari. Per questo le autorità cinesi hanno deciso di puntare sul miglioramento degli allevamenti bovini, un settore in cui al momento il paese presenta molte lacune, chiedendo aiutp all’Italia, paese tra in più all’avanguardia in questo campo.

“Il nostro non è ancora un paese potente per quanto riguarda l’allevamento. Siamo indietro rispetto ad altri paesi”, ha detto oggi l’ambasciatore cinese in Italia, Sun Yuxi, durante la conferenza stampa per la presentazione del progetto Elpzoo-Semenzoo “La qualità dei tori italiani esportata in Cina”. L’ambasciatore ha quindi spiegato che la Cina vuole “importare buone razze per accelerare il miglioramento delle proprie razze”. Del resto i numeri parlano chiaro: oggi una vacca cinese produce 4,5 tonnellate di latte all’anno, quasi quanto produceva 40 anni fa una vacca italiana che invece oggi ne produce 8,9 tonnellate all’anno, quasi il doppio. Per arrivare a questo risultato consorzi come il Semenzoo di Reggio Emilia, che partecipa al progetto di esportazione in Cina, da anni selezionano i tori geneticamente migliori per la riproduzione.

Con le tecniche odierne è possibile congelare a -196° il seme dei cosiddetti ‘tori miglioratori’ ed esportarli per migliorare altre razze. La Cina ha già avviato il miglioramento delle vacche da latte, ricorrendo al seme delle razze Frisona e Bufalina, e ora punta su quelle da carne, come la razza Piemontese, tra le più richieste perché presenta il più basso livello di colesterolo tra la carni bovine. Ma ad essere esportati, spiega Emilio Tirloni, direttore del progetto Elpzoo, non saranno solo i patrimoni genetici ma anche la buona esperienza nella gestione degli allevamenti e tutto il bagaglio del “know how” nella cura dei bovini. Inoltre, in Italia saranno formati tecnici cinesi che serviranno da veicoli a queste conoscenze. I paesi concorrenti dell’Italia in questo settore sono gli Stati Uniti e il Canada, spiega Andrea Battistotti, direttore di Semenzoo.

Con questo progetto si punta anche al miglioramento della qualità del latte e non solo ad un aumento della sua quantità. Non è da dimenticare infatti che una delle motivazioni per cui le aziende casearie cinesi sono ricorse all’aggiunta di melamina, sostanza tossica che ha provocato calcoli e altre malattie a centinaia di bambini cinesi l’anno scorso, era proprio l’elevato, ma apparentemente, innalzamento dei valori proteici del latte alterato con questo additivo usato dall’industria della plastica. Vacche migliori produrranno invece un alto migliore e con un alto e naturale livello di proteine. Da ultimo, questo progetto rivela un inaspettato cambio nella dieta tradizionale cinese: in un periodo di forte crescita economica, un popolo che per secoli ha consumato poco o quasi per niente latte, ha iniziato a fare uso sempre di più di questo alimento finora semi-sconosciuto sulle tavole cinesi.

APcom, 18 marzo 2009

Condividi:

Stampa questo articolo Stampa questo articolo
Condizioni di utilizzo - Terms of use
Potete liberamente stampare e far circolare tutti gli articoli pubblicati su LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, ma per favore citate la fonte.
Feel free to copy and share all article on LAOGAI RESEARCH FOUNDATION, but please quote the source.
Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 3.0 Internazionale.