Cina: 500.000 troll al servizio del regime cinese

Joshua Philipp, Epoch Times, 17.12.2014
Il regime cinese utilizza almeno 500 mila troll, stando alle valutazioni dei media cinesi a seguito di una fuga di notizie via mail. Il contenuto delle mail ha rivelato i lavori del cosiddetto Esercito segreto dei 50 centesimi del regime cinese.

Un hacker anonimo ha presumibilmente violato l’ufficio cinese di informazione di internet nel distretto di Zhanggong a Ganzhou, nella provincia Sud-orientale cinese del Jiangxi, postando su internet le mail. Le notizie della violazione sono state pubblicate sulle principali agenzie di stampa di Taiwan l’8 dicembre e la maggior parte ha fatto riferimento a una notizia di Radio France International.

Nella foto: Donna scrive sul suo portatile a Pechino. La fuga di notizie di alcune mail mostra che il regime cinese ha assunto almeno 500 mila commentatori pagati nel suo cosiddetto Esercito dei 50 centesimi. (Frederic J. Brown/AFP/Getty Images)

L’Esercito dei 50 centesimi è un gruppo di commentatori di internet che vengono pagati per lasciare commenti falsi sugli articoli delle notizie e sui social media. Vengono pagati presumibilmente 50 centesimi di renminbi per ogni post.

Gli ordini interni dell’Esercito dei 50 centesimi sono stati fatti trapelare nel 2011. Secondo il Business Insider dichiarano che i suoi membri devono rendere l’America il ‘bersaglio delle critiche’ e manipolare le critiche stesse contro il Governo degli Usa per incoraggiare sentimenti favorevoli al regime cinese.

Il termine ’50 centesimi’ è bloccato dai censori di internet del regime cinese per impedire agli utenti di discutere dei commentatori pagati. Le mail dell’ufficio del distretto di Zhanggong mostrano come l’Ufficio di Propaganda di Internet dia ordini precisi di attaccare le persone che chiedono la democrazia, elogiando invece le ideologie dei leader del Partito Comunista cinese.

Le mail spiegano dettagliatamente in che modo l’Esercito dei 50 centesimi viene gestito dall’Ufficio di Propaganda di Internet. Dichiara che i commentatori devono postare dei commenti fingendo di essere normali utenti. Per quanto riguarda la valutazione del loro lavoro, spiega che ogni persona dell’Esercito dei 50 centesimi deve mandare una mail all’Ufficio di Propaganda di Internet mostrando i propri post su internet, insieme al link del sito web.

L’Ufficio di Propaganda di Internet manda poi agli operatori dell’Esercito dei 50 centesimi anche delle mail per mostrare alcuni esempi di commenti.
«La differenza tra questa e altre industrie della società è che il suo scopo è mirato a rafforzare il controllo politico. La particolarità di quest’industria è che consuma il benessere sociale senza creare però alcun valore», ha riferito a Voice of America He Qinglian, un’illustre commentatrice online, nell’ottobre 2013.
«In Cina questi lavori sono finanziati dalle tasse, ma il lavoro va contro lo stesso contribuente», ha riferito.

UN’IPOTESI FIN TROPPO MODERATA

La valutazione venuta fuori dalla stampa cinese secondo cui il regime impiega 500 mila persone nel suo Esercito dei 50 centesimi potrebbe essere un’ipotesi fin troppo moderata.

Il 18 gennaio del 2013 People Net ha riferito che Lu Wei, il vicesindaco di Pechino – che è anche il direttore della propaganda a Pechino e membro del Comitato permanente di Pechino – ha annunciato alcuni numeri approssimativi.

Lu Wei ha dichiarato che sono 60 mila le persone che lavorano nel sistema di propaganda di Pechino e che altre due milioni lavorano esterne al sistema.
«Chiunque lavori come propagandista dovrebbe usare bene i nuovi media», dichiara la notizia. «Leggere Weibo; usare Weibo; postare su Weibo e studiare Weibo. Provare ad alimentare la discussione sui temi importanti».

«Pechino chiede che oltre due milioni di propagandisti facciano il loro lavoro», asserisce. «Sono due milioni solo a Pechino».
Weibo è una delle piattaforme di social network più importanti. È una piattaforma di microblog, oltre che uno dei fulcri dove i cittadini cinesi discutono le notizie e la politica.

In una notizia del 2011 Freedom House ha fatto riferimento a David Bandurski, dell’Università di Hong Kong, che a luglio del 2008 osservava come la Cina avesse impiegato complessivamente 280 mila persone nell’Esercito dei 50 centesimi. Successivamente in un articolo ha dichiarato che secondo alcune voci la Cina avesse aumentato il numero fino a 560 mila persone a ottobre del 2011.

I ricercatori dell’Università di Harvard a maggio del 2013 hanno scritto sull’American Political Science Review che il regime cinese paga tra i 250 mila e i 300 mila commentatori di internet. Secondo il Business Insider tuttavia anche alcuni dei siti internet cinesi e degli utenti di internet assumono i propri commentatori.

Freedom House dichiara che «a prescindere dalla cifra esatta, il fenomeno qui descritto raggiunge un esercizio di propaganda di dimensioni strabilianti».
«Anziché incoraggiare un dialogo aperto con i cittadini cinesi», afferma «il progetto è volto a raggirarli con l’idea che il supporto pubblico per il Partito Comunista cinese e le sue politiche è più diffuso di quanto lo sia effettivamente, e che gli abusi quali la corruzione e la tortura sono molto meno frequenti di quanto lo siano in realtà».

Fonte,Epoch Times, http://www.epochtimes.it/news/500-000-troll-al-servizio-del-regime-cinese—127656

Articolo in inglese: Leaked Emails Show Chinese Regime Employs 500,000 Internet Trolls

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