Cina: 1. 300 dispersi nel Gansu, si scava a mani nude nel fango

E’ corsa contro il tempo per cercare di salvare eventuali sopravvissuti nella citta’ coperta dal fango, in Cina. Armati con poco piu’ che pale, i soccorritori continuano freneticamente a cercare le centinaia di persone disperse, dopo che un torrente di fango ha inghiottito nella notte tra sabato e domenica una citta’ in Cina nord-occidentale.

La grande quantita’ di acqua pemenetrata nel terreno ha causato smottamenti di terra e fiumi di fango e pietre nelle prime ore di domenica, nel distetyto di Zhoqu, provincia del Gansu: letteralmente seppellite almeno 300 casupole di pochi piani ed edifici di cemento, nella prefettura tibetana di Gannan, una zona punteggiata da colline ripide e sterili. Le autorita’ locali hanno fissato a 1.294 il numero dei dispersi ma non si esclude che si arrivi a quota 2.000.  Alle spalle del disastro, geologi ed esperti in demolizione lavorano freneticamente per demolire un lago che si e’ creato artificialmente dopo una frana e che potrebbe creare un nuovo torrente di fango se si rompono gli argini, per le imminenti nuove piogge. Il premier Wen Jabao ha visitato la zona del disastro, domenica, promettendo tutto l’aiuto del governo e incitando i soccorritori a fare tuto il possibile per salvare vite umane.
Seimila tra soldati, agenti di polizia e vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per cercare sopravvissuti, anche se l’impasto di fango che ha invaso la zona rende sempre piu’ labili, man mano che passano le ore, le speranze di trovare qualcuno in vita Il fango, alto oltre un metro, ha reso quasi impossibile portare sul posto attrezzature pesanti. Comunque piu’ di 1.240 persone sono state soccorse tra i detriti, oltre 100 ferite, 29 in modo grave. L’energia elettrica manca in due tre terzi della contea e l’acqua, che in alcuni zone raggiunge i 5 metri, ancora continua a zampillare da alcune fosse. Almeno 45mila persone sono state allontanate dalla zona. Il governo ha stanziato 500 milioni di yuan (74 milioni di dollari) in fondi d’emergenza per la regione. Il ministero dell’agricoltura ha anche anche inviato disinfettanti nella zona (dove c’e’ molto bestiame dei pastori nomadi tibetani) per evitare le epidemie.

Fonte: Agi News On, 9 agosto 2010

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