Chrd: Cara Onu, ecco cosa domandare alla Cina sui diritti umani

Pechino, Cina – Alcune facili domande che la Commissione Onu potrà porre alla delegazione cinese, quando dal 9 all’11 febbraio a Ginevra (Svizzera) esaminerà la situazione dei diritti umani in Cina. E’ quanto propone il gruppo pro-diritti Chinese Human Rights Defenders (Chrd), con un chiaro elenco di temi che scavano in ogni aspetto della vita del Paese.

Libertà personale. Il gruppo ricorda l’estesa possibilità di detenzione amministrativa come i centri di rieducazione-tramite-lavoro, veri lavori forzati con condanne fino a 2 anni senza processo, senza avvocato, senza appello. Sistema molto usato contro dissidenti, attivisti pro-diritti, autori di petizioni.

Ma ricorda anche la legge del 1998 per la Tutela dei Segreti di Stato e la Legge di procedura penale che consentono di negare al carcerato di parlare con un avvocato e di avere un processo pubblico.

Diritto alla vita. La pena di morte è prevista per numerosi reati e grande è la discrezionalità della Corte. Sarebbe meglio limitarla alle ipotesi davvero gravi e specificare meglio per legge quali siano.

Diritto alla giustizia e Stato di diritto. Chrd osserva che l’articolo 306 della Legge criminale e l’art. 37 della Legge Forense permettono di imprigionare gli avvocati di imputati di reati. Sono anche ricordati i molti casi di pestaggi e minacce contro legali di dissidenti.

Libertà di parola e d’informazione. Il gruppo ricorda i molti condannati per reati d’opinione, o solo per avere esercitato la libertà di parola, spesso con accuse quali “sovversione” e “istigazione” contro “il potere statale”. Chiede all’Onu che chiarisca che questi delitti non comprendono le semplici critiche alle autorità pubbliche.

Libertà religiosa, di riunione, di associazione. Sono ricordate le molte persecuzioni contro chi pratica la religione in modi non approvati dalle autorità, i divieti di riunione e di costituire un gruppo. Come pure le violenze contro minoranze come uighuri e tibetani.

Diritti sociali ed economici e sul lavoro. E’ lungo l’elenco dei molti diritti non tutelati né rispettati: diritto a fondare sindacati indipendenti, diritto di sciopero, controllo delle condizioni di lavoro, procedure semplificate per ottenere il salario e sanzioni per chi non lo dà, ma anche diritto alla sicurezza sociale e a poter godere di un tenore di vita dignitoso, il diritto alla salute e ad essere curato ma anche a vivere in un ambiente non inquinato, il diritto ad avere un’abitazione adeguata e a non esserne cacciato via per esigenze pubbliche, il diritto all’istruzione.

Discriminazioni contro le donne, specie per l’applicazione forzosa della politica del figlio-unico con violenze, minacce e persino aborti.

Chrd invita chi parteciperà all’incontro a Ginevra, a porre domande su simili questioni concrete, piuttosto che discutere di prospettive generali o di percentuali di miglioramento, impossibili da verificare.

Fonte: AsiaNews, 6 febbraio 2009

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