Censura online, la Cina stringe sulla musica.

Dal primo gennaio le piattaforme che ospitano e forniscono musica, dovranno controllare che non sia “inappropriata”

Quale testo o quale videoclip di una canzone possa ritenersi “offensivo“, lo stabilirà il ministero della Cultura cinese: prima però, sarà meglio che gli editori ripuliscano da soli i loro archivi. Altro colpo alla libertà d’espressione online in Cina, con particolare riferimento ai contenuti musicali.

Secondo le nuove norme, dal primo gennaio le società che forniscono o ospitano musica devono esaminare ciò che viene messo a disposizione prima che venga pubblicato, per verificare che sia appropriato. Le aziende dovranno dedicare appositi staff al controllo dei contenuti proposti, per essere certi che non siano ritenuti offensivi, e culturalmente inappropriati o nocivi.

Baidu, l’equivalente di Google, ha preferito non commentare. Nessuna risposta immediata a Reuters neanche da parte Alibaba Group e Tencent. In agosto, il ministero aveva già bloccato 120 canzoni, molte delle quali rap, tra le quali Hello Teacher, un brano di protesta  nei confronti di un certo sistema d’istruzione.

Questo non è che il più recente capitolo della lotta che la Cina sta conducendo, gestendo ormai quello che gli esperti definiscono uno dei più sofisticati meccanismi di censura online.
Nonostante questo, secondo il China Internet Network Information Center, sono 480 i milioni di utenti he ascoltano la musica online.

Wired.it,11/11/2015

English version,Reuters:

 

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