Cattolici perseguitati in Cina: 392 gli edifici colpiti

Rompo il silenzio per denunciare il trattamento che lo Stato comunista cinese attua nei confronti dei cattolici . Le chiese cristiane in Cina vengono saccheggiate continuamente e, secondo l’agenzia Misna, sono 392 gli edifici colpiti nell’ambito della campagna governativa contro “i componenti di gruppi religiosi illegali”.
A questi gruppi appartengono i cristiani che rifiutano di aderire alla “Chiesa Patriottica”, un’entità governativa, nata per controllare i fedeli e imbrigliare la libertà religiosa, che nomina i propri vescovi e non riconosce l’autorità del Papa.
Nella provincia dello Zhejiang, principalmente nella municipalità di Wenzhou, da dove proviene la quasi totalità degli immigrati cinesi in Italia e in Europa, già nel 2000 le autorità locali avevano scatenato una dura azione repressiva distruggendo centinaia di luoghi di culto cristiani, arrestando i fedeli e rilasciandoli solamente dopo aver ottenuto, minacciandoli, la loro accettazione ad aderire alla “Chiesa Patriottica”.
Il portavoce di Wenzhou in quell’occasione dichiarò: L’obiettivo è demolire queste costruzioni illegali e correggere questo decadente stile di vita perché nelle aree rurali la superstizione religiosa è ancora sfrenata.
Possibile che la Comunità europea non sia a conoscenza di queste cose? E se lo sa come mai non interviene in difesa di questi movimenti cattolici perseguitati così ingiustamente?

Mario Pulimanti, popolo on line, 10 maggio 2009

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