Cattolici del Sichuan ricordano il terremoto di due anni fa

I cattolici della diocesi di Chengdu (Sichuan) hanno partecipato oggi a una serie di messe a ricordo delle vittime del terremoto del Sichuan di due anni fa e quello del Qinghai a metà aprile.

Il sisma del Sichuan, il 12 maggio 2008, ha ucciso oltre 68 mila persone; quasi 18 mila rimangono ufficialmente “dispersi”.

A Chengdu, la capitale provinciale, i giovani hanno pregato per coloro che ancora soffrono per il terremoto, soprattutto per le madri che hanno perso il loro figlio.

A Mianzhu – dove è crollata una chiesa uccidendo 8 fedeli – lo scorso 10 maggio 70 cattolici si sono radunati insieme a membri delle altre religioni per un programma di musiche e canti, ricordando tutte le vittime.

P. Li Jinxuan, parroco di Mianzhu ha dichiarato ad AsiaNews che la loro parrocchia manca ancora dei fondi per ricostruire la chiesa e due cappelle, anch’esse danneggiate. P. Li è salvo per miracolo, dato che non era all’interno dell’edificio quando questo è crollato. Da due anni celebra la messa sotto una tenda.

La maggior parte dei cattolici e la popolazione dell’area si è ormai sistemata in un’altra zona, ma ha sempre bisogno di sostegno spirituale.

“I parrocchiani sono divenuti più maturi. Uno si sente così debole nel fronteggiare queste calamità. Come sacerdote, prima dirigevo tutto dall’alto; ora ho imparato ad ascoltare e ad essere umile. Senza Gesù Cristo non potrei fare nulla. Ora mi sento anche più responsabile per aiutare alla ricostruzione della Chiesa e della comunità locale”.

Il sacerdote sottolinea che ora molti parrocchiani sono pieni di gratitudine a Dio e sono divenuti più attivi nell’evangelizzazione. Forse a causa delle cure offerte dai cattolici al resto della popolazione, più gente ora viene in chiesa. Negli ultimi due anni la parrocchia ha celebrato più di 100 battesimi.

“Lo scorso aprile, alla Veglia pasquale, abbiamo celebrato la liturgia all’aperto, gustando proprio la luce di Cristo e la speranza che brilla nel buio. Abbiamo battezzato 23 catecumeni”.

Varie diocesi del resto della Cina sono state attive nel lavoro di ricostruzione. Cinque giovani volontari sono giunti dal centro cattolico del Liaoning per aiutare la gente di Mianzhu durante il capodanno cinese, lo scorso febbraio.

Secondo il governo del Sichuan, il terremoto del maggio 2008 ha causato la morte di 68712 persone. Ad esse vanno aggiunte altre 17912, fra cui 5335 studenti.

Il governo non ha mai diffuso la lista dei nomi degli studenti uccisi sotto il crollo delle scuole. Ma un’associazione di cittadini per il “Civic survey” ha prodotto una lista con 5212 nomi di studenti periti sotto le macerie.

Per molto tempo le famiglie hanno pensato di citare in giudizio le autorità locali, colpevoli di aver costruito le scuole senza criteri anti-sismici e con poco cemento, così che esse sono crollate come “budini di tofu” durante il sisma.

L’inchiesta è stata condotta da Tan Zuoren, dall’artista Ai Weiwei e da un gruppo di volontari. Tutti loro sono ora sotto stretta sorveglianza.

Tan è stato condannato a 5 anni di prigione per “incitamento alla sovversione contro il potere dello Stato”. Ufficialmente l’accusa è legata a un articolo da lui scritto sul massacro di Tiananmen del 4 giugno 1989. Ma diversi attivisti per i diritti umani affermano che la condanna di Tan è dovuta alle sue inchieste sulle responsabilità per la morte degli studenti nel sisma.

Fonte: Asianews, 13 maggio 2010

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