Long An: attivisti vietnamiti condannati al carcere per proteste “anti-cinesi”
Un tribunale della provincia vietnamita di Long An ha condannato due giovani attivisti, uno dei quali cattolico, a pene tra i sei e gli otto anni di prigione.
Un tribunale della provincia vietnamita di Long An ha condannato due giovani attivisti, uno dei quali cattolico, a pene tra i sei e gli otto anni di prigione.
Il ministero cinese dell’Ambiente ha approvato il progetto per la costruzione della più alta diga idro-elettrica del Paese, anche se ha nel contempo riconosciuto che questa decisione “danneggerà l’ecosistema locale”.
I RAPPORTI FINANZIARI, intensi, dell’Occidente e non solo, stanno favorendo, la capacità del PCC di controllare non solo la Cina ma, di sostenere, investire in tutti i territori vicini ad essa e in quei regimi che alle sue dipendenze, le gravitano intorno e violano i diritti umani.
I Laogai e i Campi di Lavoro in Cina sono vere e proprie fabbriche dove vegono prodotti ogni genere di manufatti: televisori, cellulari, utensileria in genere, giocattoli, bigiotteria e altro ancora compresi articoli di abbigliamento, pellicce, capi in pelle etc.
I docenti universitari in Cina “non devono insegnare ai propri studenti i valori democratici o parlare degli errori del Partito comunista”.
La polizia cinese continua in queste ore a controllare il distretto di Fengtai, a Pechino, dove dallo scorso 8 maggio è in corso una rara protesta pubblica contro le autorità, accusate di voler coprire la verità sulla morte di Yuan Liya.
Nonostante le campagne moralizzatrici del nuovo leader cinese Xi Jinping, gli uomini d’affari collegati al Partito comunista sono ancora saldamente al vertice della piramide sociale della Cina.
I tribunali cinesi “devono smetterla di pronunciare sentenze di condanna non sostenute da prove reali. È meglio rilasciare un colpevole che mettere in galera un innocente.
3 milioni di ettari di foresta vergine (il 25% del totale nazionale) sono pronte per essere svendute dall’Ecuador alle compagnie petrolifere cinesi che, come già fatto in Perù dalle compagnie americane, faranno tabula rasa della foresta e inquineranno irreparabilmente i fiumi che la attraversano.
Il Guardian riporta la notizia che Chen Kegui, nipote del noto avvocato cieco, in carcere ormai da mesi con accuse pretestuose, rischia di morire per un attacco di appendicite: la prigione rifiuta di farlo operare e il padre di Kegui teme che si possa presto manifestare una peritonite irreversibile.
Con un investimento decennale che supera i 75 miliardi di dollari, la Cina ha quasi raggiunto gli Stati Uniti nella classifica delle nazioni che contribuiscono di più alla crescita economica dell’Africa.
Dopo 25 anni di carcere le autorità cinesi hanno rilasciato un attivista tibetano, arrestato e condannato a morte per aver preso parte alle proteste anticinesi di Lhasa del 1988.
Pechino ha rafforzato la sua presa sui media con una nuova direttiva che vieta l’uso di informazioni provenienti da notizie straniere prese «senza permesso».
La situazione a Yaan “non è per niente buona. Non abbiamo tende e abbiamo riserve limitate di acqua pulita e di cibo.
La fuga di Chen Guangcheng ha scatenato la persecuzione contro la sua famiglia. A un anno dalla rocambolesca evasione del dissidente cieco dagli arresti domiciliari, infatti, il governo di Pechino continua a tenere sotto pressione i suoi familiari: il nipote Chen Kegui è in carcere, mentre la casa di famiglia subisce continui attacchi e provocazioni [...]