Cadaveri in bella vista

Dal 12 Settembre, fino al prossimo febbraio, a Roma è aperta la mostra di Gunther von Hagens “Body World, il vero mondo del corpo umano”. Si possono ammirare esposti dei cadaveri “plastinati”

trattati, cioè, con una sorta di moderna imbalsamazione, in modo tale che i muscoli, le ossa i nervi ecc. siano perfettamente visibili, malleabili e conservabili.

La modesta opinione di chi scrive è che si tratti di una grave violazione dei principi fondamentali del diritto naturale: fin dalla preistoria l’uomo si è distinto dagli scimmioni perché seppelliva i morti e rendeva un sacro rispetto ai resti umani. Gli studi di anatomia sui cadaveri che – è vero – hanno consentito lo sviluppo della scienza medica fino ad oggi, avvenivano e avvengono dentro le aule universitarie e non hanno niente a che fare con una mostra itinerante, né con il relativo botteghino e incasso (16 euro a persona).

Ma c’è di più.

Sul sito della mostra si garantisce che i “materiali” esposti (perché non usano la parola “cadaveri” o “corpi umani”??…) sono stati liberamente donati dalle persone vive, consenzienti. Inoltre la mostra “Body World” vanta la sua spiccata originalità e sembra prendere le distanze dalle “imitazioni” che da diversi anni vanno in giro per il mondo, soprattutto negli Stati Uniti.

Infatti tra il 2008 e il 2010 Harry Wu e la rete televisiva ABC News hanno svolto delle indagini che hanno gettato qualche ombra sulla provenienza dei cadaveri plastinati esposti nella mostra “Bodies…The Exhibition”. Guarda caso molti di essi venivano dalla Cina, dove il rispetto dei diritti umani (dei vivi) è men che zero e dove il governo gestisce il lucroso traffico degli organi dei condannati a morte. Guarda caso Arnie Geller, amministratore delegato della Premier Exhibitions, la società che gestiva la mostra, ha dato le dimissioni senza fornire spiegazioni. Tutta la storia è stata seguita e ottimamente riportata da Gianni Micalessin su Il Giornale del 18 Maggio 2008 . A questo ha fatto seguito pochi giorni dopo un articolo del New York Times in cui Michael Wilson riferisce dell’ accordo tra la Premier Exhibition e il Procuratore Generale dello Stato di New York Andrew M. Cuomo per cui la Premier non avrebbe potuto esporre altri cadaveri senza dimostrarne l’origine e senza presentare il consenso scritto del donatore. Recentemente invece il deputato Todd Akin, con 21 colleghi, ha denunciato al Congresso USA una mostra analoga allestita alla St. Louis Galleria, nel Missuri e  Harry Wu ha presentato un esposto al Parlamento delle Hawai contro un’altra esibizione di cadaveri allestita presso l’Ala Moana Center.

Se, però, vogliamo credere che la “Body World” non ha niente a che fare con la “Body… The Exhibition”, e se anche fosse pacifico e assodato che i “materiali umani” (e ancora mi chiedo: perché non chiamarli con il loro nome, cioè “cadaveri”?…) sono stati liberamente donati dalle persone stesse quando erano vive, rimane il fatto che  – a nostro modesto parere –  i morti debbano riposare in pace e non essere messi in mostra per battere cassa.

FRP

Chi conosce l’inglese può leggere la versione integrale del rapporto stilato dalla Laogai Research Foundation nel luglio 2010.

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