Boicottare la Cina… per un Tibet autonomo e libero e per salvare l’ ambiente naturale

Articolo apparso su Memento Nature, volontari a difesa di cio che è vita Visita il sito

Proviamo ad affrontare la delicatissima questione internazionale tra Tibet e Cina. La prima, che in passato era un angolo incontaminato ed uno splendido paesaggio naturale, da più di 60 anni e ancora oggi, viene difesa da un pugno di irriducibili monaci, fedeli alle loro millenarie tradizioni spirituali, che lottano contro un regime capital-comunista, che vuole arrivare alla completa distruzione dei loro monasteri e villaggi attraverso un genocidio culturale di proporzioni mai viste. La seconda invece, si è oggi completamente dimenticata delle sue nobili radici, che vanno dall’Impero Celeste a Lao Tze e dal Tao Te Ching all’agopuntura nella medicina, per servire esclusivamente il suo nuovo dio in terra, il Profitto. La Cina ha superato perfino gli Usa in ciò che concerne l’inquinamento ambientale, la deforestazione indiscriminata, il prosciugamento delle acque, che insieme ad una quantità eccezionale di rifiuti industriali stanno riempiendo i fiumi delle famigerate alghe rosse (che sterminano la vita acquatica perché tolgono ossigeno e la luce del sole), l’aumento ininterrotto a causa di migliaia di fabbriche chimiche, di anidride carbonica nell’aria che causa le piogge acide, l’uccisione feroce di molte specie senza purtroppo alcun limite al sadismo umano (come nei casi efferati degli animali da pelliccia scuoiati vivi), il rigetto dei diritti umani con i suoi Laogai (campi di rieducazione e prigionia simili ai gulag sovietici) e l’ormai legalizzato traffico di organi; insomma tutto ciò che riguarda la non salvaguardia della Natura e il non rispetto per chi abita questo nostro pianeta, uomo incluso.

L’operazione cielo pulito richiesta in occasione delle Olimpiadi di Pechino 2008, rischia fortemente di non essere adempiuta dal regime cinese, che deve anche far fronte ad una situazione precipitata ormai in tutte le regioni del Tibet da Lhasa a Sichuan, che sta generando accese proteste in tutto il mondo. Non ultimo il caso di boicottaggio del noto calciatore indiano Bhaichung Bhutia, che in segno di solidarietà alla causa tibetana, ha rifiutato di fare da tedoforo, non ha cioè voluto portare la fiaccola olimpica, sacro simbolo di Olimpia, testimonianza diretta di un mondo ellenico dove vennero celebrati per la prima volta nella storia gli antichi Giochi, momento in cui lo sport era considerato valore portante e competitivo per chiunque riceveva l’onore a parteciparvi e che nella Cina attuale non è più rappresentato. Ma siamo sicuri che i governi addomesticati dal colosso giallo e i partner commerciali che hanno fiutato l’importanza dei cinesi in tutti i loro profitti commerciali (da loro per fare soldi è lecito tutto anche distruggere l’ambiente) lo permetteranno? Noi purtroppo crediamo di no…

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