Bill Clinton a Pyongyang per negoziare il rilascio delle giornaliste Usa

Questa mattina Bill Clinton, ex presidente degli Stati Uniti, è arrivato in Corea del Nord per negoziare il rilascio delle due giornaliste americane – di origine coreana e cinese – arrestate dal regime comunista nel marzo scorso con l’accusa di “gravi crimini”.
La visita a sorpresa di Clinton è confermata dall’agenzia ufficiale Korean Central News Agency (Kcna). L’ex capo di Stato Usa è stato accolto dal vice-presidente nord-coreano e dal rappresentante per i dialoghi sul nucleare di Pyongyang.
La scorsa settimana la Corea del Nord aveva chiarito di essere “ancora pronta” al dialogo per ridurre la tensione sul programma nucleare, ma solo attraverso colloqui diretti con gli Stati Uniti, escludendo un coinvolgimento nei negoziati a sei (insieme a Corea del Sud, Giappone, Cina, Russia e Stati Uniti).
Kim Yong-hyun, docente alla Dongguk University di Seoul ed esperto di questioni nord-coreane, sottolinea che la visita di Clinton può servire per due scopi: ottenere il rilascio di Euna Lee e Laura Ling – le due giornaliste accusate di ingresso illegale e attività controrivoluzionaria – e migliorare i rapporti fra Washington e Pyongyang. “Non credo si tratti solo del rilascio delle due donne – aggiunge – ma servirà come punto di svolta nelle relazioni fra Stati Uniti e Corea del Nord”.
Nelle scorse settimane Hillary Clinton, ex first lady e attuale Segretario di Stato Usa, ha dichiarato che “tutti sono molto dispiaciuti” per l’incidente, invitando Pyongyang a concedere l’amnistia alle due donne, condannate a 12 anni ai lavori forzati.
Durante la presidenza Clinton, l’amministrazione aveva intessuto stretti rapporti diplomatici con il Nord, tra i quali la visita del Segretario di Stato Madeleine Albright a Pyongyang nel 2000. Bush, al contrario, aveva inserito la Corea del Nord nei Paesi appartenenti al cosiddetto “asse del male”, insieme a Iran e Iraq.
Nel tardo pomeriggio di oggi Bill Clinton dovrebbe incontrare anche il leader nord-coreano Kim Jong-il. Dal Ministero sud-coreano degli esteri non vengono rilasciati commenti ufficiali in merito alla visita dell’ex presidente Usa. Silenzio stampa anche da parte del Dipartimento di Stato americano.
Fonte: AsiaNews, 4 agosto 2009

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