Biennale Venezia: Artista cinese contro la politica delle nascite in Cina

L’isola di Murano è testimone di una performance di grande impegno civile.
Protagonista è l’artista cinese Xing Xin (1981) che si farà rinchiudere per 49 giorni all’interno di una ‘Black Box’, una scatola nera metallica (cm.200x90x90), collocata su un barcone ormeggiato a Murano al n.111 della Fondamenta Vetrai, prospiciente la Berengo Studio.
L’evento, promosso e organizzato dalla Berengo Studio, è un progetto speciale legato alla mostra Glasstress, in programma fino al 22 novembre a Venezia, all’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti – Palazzo Cavalli Franchetti e alla Scuola Grande Confraternita di San Teodoro.
La performance vuole tramandare, in concomitanza con la 53. Biennale Internazionale d’Arte a Venezia, il ricordo della legge che, negli ultimi trent’anni, ha impedito alle coppie cinesi di procreare più di un figlio.
A oggi, infatti, in Cina vivono più di 400 milioni di figli unici. Xing Xin, nato nel 1981 a ChengDu nella provincia SiChuan, è uno di loro. La “scatola Nera” in cui si farà rinchiudere rappresenta il simulacro della scatola nera in uso a bordo di ogni aereo. Il manufatto è stato studiato per permettergli di ricevere i nutrimenti necessari per la sua sopravvivenza e gestire tutte le funzioni corporee.
All’interno della singolare scatola nera il giovane cinese potrà assumere soltanto tre posizioni, mentre due oblò quadrati consentiranno ad alcuni suoi connazionali e assistenti di osservarlo permanentemente dall’esterno, e alcune videocamere collegate alla rete web riprenderanno full-time sia l’interno che l’esterno dell’evento per consentire la sua presenza e visibilità in tempo reale anche in Cina.
Durante il periodo della performance Xing Xin eseguirà il conteggio di tutti i caratteri ideografati nei 150 manuali in forma di quaderni, annotando la somma, alla fine di ogni rigo e di ogni pagina. Non sarà liberato prima della conclusione del conteggio di tutti i caratteri ideografati nei 150 manuali in forma di quaderni.
Alla fine, la scatola sarà aperta da un assistente che azionerà una sega circolare per aprire un varco sufficiente a consentire l’uscita dell’inscatolato.
Al termine della performance, la Berengo Studio realizzerà una copia della Black box in vetro che, fino al 22 novembre, farà parte del percorso espositivo di Glasstress.

L’agenda giornaliera prevede: sveglia alle ore 8, fino alle 8.30 esercizi fisici, alle 9 la colazione, dalle 9 alle 12 conteggio dei caratteri ideografati sui 150 manuali in forma di quaderni, segue mezz’ora di esercizi fisici, dalle 12.30 alle 13 pranzo, segue un’ora di pausa, dalle 14 alle 17 conteggio dei caratteri ideografati, dalle 17 alle 18 la cena, dalle 19 alle 21 nuovamente il conteggio dei caratteri ideografati, dalle 21 alle 21.30 esercizi fisici, dalle 21.30 alle 22 consumo di leccornie varie, dalle 22 alle ore 8 del mattino il riposo notturno.

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49 giorni in una black box

Il menù per l’alimentazione quotidiana consiste in: 2 fette di pane tostato, una fetta di carne cotta, alcune foglie di lattuga, una banana, 200 mlg di latte (la colazione); 2 fette di pane tostato, una fetta di carne cotta, alcune foglie di lattuga, una mela, 200 mlg di succo (il pranzo); 2 fette di pane tostato, una fetta di carne cotta, alcune foglie di lattuga, un’arancia, 200 mlg di succo; acqua a richiesta.

Fonte: Quotidiano viaggi.com, 15 luglio 2009

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