Una attivista cinese rinchiusa nell’ospedale psichiatrico nel Guangdong con “nessun segno di malattia”

Alcuni attivisti dei diritti umani hanno riferito a Radio Free Asia che le autorità della provincia cinese meridionale del Guangdong hanno rinchiuso un attivista in un ospedale psichiatrico, nonostante l’apparente assenza di sintomi di una malattia mentale.

L’attivista cinese Zhang Qi

Zhang Qi è stata rinchiusa nell’ospedale di riabilitazione mentale di Guangzhou Baiyun, nel distretto di Baiyun, capitale del Guangdong, dopo essere stata in isolamento per diversi mesi.

L’attivista per i diritti di Guangzhou, Liang Songqi, ha affermato a RFA di aver scoperto da poco la sua posizione e che Zhang Qi è un membro anziano del gruppo di attivisti per i diritti e che, da giugno dell’anno scorso, non serano stati in grado di contattarla. Alla fine è stata individuata all’ospedale di riabilitazione mentale di Guangzhou. Alcuni di loro si sono presentati alla struttura per parlarle e hanno potuto constatare che non era affetta da alcuna malattia mentale.

“Le ho chiesto il suo nome e se sapeva chi eravamo, della storia della sua vita ed ha risposto molto fluentemente, mentalmente è in ottime condizioni. Si è molto emozionata quando ci ha visto e mi  ha detto che aveva temuto che non sarebbe mai più uscita da quel luogo e che non sarebbe stata in grado di riconoscere le persone che ha conosciuto”.

Liang ha dichiarato che gli attivisti si sono trovati in un contenzioso verbale assai animato con lo staff psichiatrico, dicendo loro che il governo è stato l’unico responsabile delle sue “cure”.

Successivamente, alcuni compagni di Zhang hanno tentato di farle visita, ma è gli stato negato il permesso di vederla. In ogni caso continueranno a combattere per il suo rilascio.

‘Difficile trovarla’

Nella giornata di venerdì un’impiegato che ha risposto al telefono dell’ospedale non ha voluto commentare il caso di Zhang.

“Non so in quale reparto si trova, è molto difficile trovarla”, ha detto l’impiegato. “Forse se venissi all’ospedale, potresti chiedere al medico responsabile del reparto.”

Un gruppo per i diritti ha affermato in un recente rapporto che nonostante le difese promesse da una legge sulla salute mentale approvata dalla Cina nel 2013, la professione medica del paese ha continuato a colludere con le autorità nella realizzazione di detenzioni psichiatriche dei critici del Partito Comunista Cinese.

Un ascoltatore di RFA, nella regione sud-occidentale del Guangxi, ha dichiarato di essere stato detenuto dalle autorità in un ospedale psichiatrico alla vigilia del 19° congresso del partito lo scorso ottobre per “sicurezza politica” e che gli sono state date due scelte dalla polizia: il centro di detenzione gestito dalla polizia o la struttura di assistenza psichiatrica.

“I controlli politici stanno entrando nel loro momento più buio in Cina, e ora le persone sono semplicemente rinchiuse senza nessuna possibilità di avere giustizia dalla legge.  Restare sotto controllo vince su tutto”.

Detenzione indefinita

Secondo il rapporto del  Civil Rights and Livelihood Watch, la pratica di rinchiudere coloro che criticano il governo nelle strutture psichiatriche è diventata un endemico abuso dei diritti nel sistema legale del paese, e le autorità hanno sempre più utilizzato questa forma di detenzione contro attivisti e dissidenti come un modo per imporre loro periodi di segregazione indefiniti, senza la possibilità di affrontare un regolare processo.

Secondo il rapporto annuale 2017 del gruppo attivista Hubei, la legge sulla salute mentale mirava a proteggere gli utenti dei servizi di salute mentale da diagnosi errate e trattamenti medici negli ospedali psichiatrici statali della Cina. La creazione diffusa e persistente di “pazienti psichiatrici” da parte delle autorità cinesi non solo costituisce una grave violazione delle convenzioni internazionali sui diritti umani, ma viola anche le disposizioni della legge cinese sulla costituzione, il diritto penale e la salute mentale che rispettano la protezione dei diritti civili.

Le autorità cinesi continueranno a creare nemici della popolazione sotto il regime di mantenimento della stabilità e la creazione di sciagure sui diritti umani inerenti agli abusi della psichiatria a scopo di repressione salute mentale. Il potere che ha il governo cinese è diventato una arma per salvaguardare i propri interessi a spese dei cittadini comuni e dichiarato come riforme costituzionali per proteggere i diritti dei cittadini.

Traduzione Laogai Research Foundation Italia Onlus: “L’altra Cina: in ricordo di Harry Wu”


Radio Free Asia, 19 feb 2018

English article, RFA:

Activist in China’s Guangdong Confined in Psychiatric Hospital With ‘No Sign of Illness

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