Anziani tra le migliaia di uiguri detenuti nei campi di rieducazione dello Xinjiang

Secondo le fonti, le autorità della regione dello Xinjiang, a nord-ovest della Cina, stanno includendo persone anziane tra i migliaia di uiguri sottoposti all’inchiesta per estremismo religioso, in una vasta rete di campi di rieducazione politica.

Da aprile, gli uiguri accusati di avere opinioni “estremiste” e “politicamente scorrette” sono rinchiusi in campi di rieducazione, in tutto lo Xinjiang, regione in cui i membri del gruppo etnico si lamentano di una discriminazione pervasiva, di repressione religiosa e di soppressione culturale sotto il dominio cinese.

Le fonti ritengono che non ci sia praticamente nessun cinese di etnia Han nei campi e che il numero di detenuti nel sud dello Xinjiang, dove si trova la più alta concentrazione di uiguri, supera di gran lunga quello a nord.

Una fonte nel paese di Qara Yulghun, in provincia di Korla (Kuerle) nella prefettura autonoma della cittá di Bayin’gholin Mongol (in cinese, Bayinguoleng Menggu), ha recentemente affermato al servizio uiguro di RFA che l’ex segretario del Partito Comunista della città è stato imprigionato per aver mostrato tendenze “a due facce”, un termine applicato dal governo agli uiguri che non rispettano volentieri le direttive.

Ziyawudun Choruq, 82 anni, era stato tra i quattro quadri senior di Qara Yulghun per più di 10 anni prima di ritirarsi nel 2007, a quel punto aveva cercato di riconnettersi di più con l’islam, ha dichiarato la fonte anonima.

Alla domanda perché Choruq fosse stato piazzato in un campo di rieducazione, la fonte ha detto che era perché “ha fatto l’Hajj [pellegrinaggio alla Mecca] due anni fa” e aveva “organizzato il suo viaggio senza appoggiarsi a un gruppo approvato dallo stato”.

Inoltre, ha detto la fonte, Choruq è stato arrestato per essersi unito alla comunità locale della moschea per “pregare cinque volte al giorno”.

All’ex segretario di partito è stata risparmiata la prigione “perché ha più di 80 anni”, ha aggiunto, ma dovrà “rimanere comunque in un campo di rieducazione mentre è sotto inchiesta” per i suoi “reati”.

Un ufficiale uiguro nella stazione di polizia di Shaptul, nella contea di Peyziwat (Jiashi) della prefettura di Kashgar (Kashi), ha recentemente affermato a RFA che anche un quadro del partito di 64 anni, chiamato Tursun Hoshur, è stato messo in un campo di rieducazione locale per reati religiosi “a due facce”.

Hoshur, un insegnante di matematica della scuola media in pensione, si è “presentato e ha confessato” alle autorità, ha detto l’ufficiale, ma “abbiamo poi scovato maggiori informazioni su di lui durante la nostra inchiesta”.

“I reati gravi sono che è andato alla moschea regolarmente per le preghiere del venerdì e digiuna [durante il mese sacro islamico di Ramadan] dal 2004”.

Le autorità dello Xinjiang hanno sistematicamente costretto i ristoranti a restare aperti e limitato l’accesso alle moschee durante il Ramadan per scoraggiare le tradizioni del mese sacro.

Inoltre, le fonti hanno affermato che i quadri uiguri, i funzionari e i pensionati governativi che percepiscono una pensione sono stati costretti a firmare dei documenti che impegnano a non digiunare né a pregare durante il Ramadan, evidentemente per dare un esempio agli altri uiguri della comunità.

Un istruttore di un campo di rieducazione nella contea di Ghulja (Yining) della Prefettura Autonoma di Ili Kazakh (Yili Hasake) ha recentemente affermato a RFA che una delle detenute donne della sua classe, di nome Hurshide, ha 66 anni, anche se non ha potuto fornire ulteriori dettagli sul perché fosse detenuta.

“La più anziana della mia classe ha 66 anni, e ho sentito che ci sono detenute anche di 15 anni”, ha detto l’istruttore.

“Non so [perché è stata mandata al campo], perché noi istruttori lasciamo la classe non appena le lezioni sono finite, a differenza dei quadri, i cui ruoli sono diversi e che trascorrono più tempo [con i detenuti]”.

Raggiungere le quote

I funzionari della contea di Qaraqash (Moyu) nella prefettura di Hotan (Hetian) hanno recentemente dichiarato a RFA che era stato loro ordinato di inviare il 40% dei residenti della zona nei campi di rieducazione e hanno confessato di avere difficoltà a raggiungere la quota.

I casi di Choruq e Hoshur – nessuno dei quali ha commesso crimini secondo la legge costituzionale cinese – suggeriscono che simili ordini siano stati dati in altre aree della regione e che le autorità detengano quanti più uiguri possibile nei campi, indipendentemente dalla loro età, da precedente servizio nel Partito Comunista, o dalla gravità delle accuse contro di loro.

I rapporti indicano che le autorità dello Xinjiang stanno ora detenendo uiguri nei campi di rieducazione per aver viaggiato all’estero, e non li liberarno fino a che non ammettono che hanno “sbagliato” ad aver lasciato il paese.

Molti dei detenuti dopo essere tornati in Xinjiang sono stati accusati di essere stati influenzati da opinioni “estremiste” durante le visite, sancite dal governo, a membri della famiglia in Asia centrale o durante gli studi religiosi presso università islamiche in paesi tra cui Turchia ed Egitto.

Tra le detenzioni, donne e bambini uiguri sono costretti a fare del lavoro pesante per compensare i salari degli uomini di famiglia, andati persi ora che si trovano nei campi di rieducazione.

I Bambini uiguri, i cui genitori o tutori sono stati condotti nei campi, sono tenuti in condizioni “terribili” negli orfanotrofi dello Xinjiang, secondo le fonti, e il sovraffollamento ha costretto le autorità a inviarli in strutture nelle province interne del paese.

Da quando l’attuale capo di partito in Xinjiang, Chen Quanguo, ha ricevuto l’incarico ad agosto dello scorso anno, ha intrapreso diverse politiche dure contro la libertà religiosa nella regione.

La Cina svolge regolarmente campagne di “pugno di ferro” in Xinjiang, tra cui incursioni di polizia contro le famiglie uigure, restrizioni alle pratiche islamiche e repressioni della cultura e della lingua uigura.

Mentre la Cina accusa alcuni uiguri di attacchi “terroristici”, gli esperti al di fuori della Cina dicono che Pechino esagera la minaccia uigura e che le politiche nazionali repressive sono responsabili di un aumento della violenza che ha provocato centinaia di morti dal 2009.

Traduzione di Andrea Sinnove, LRF Italia Onlus


Fonte: RFA, 26 ottobre 2017

English Article: RFA, Elderly Among Thousands of Uyghurs Held in Xinjiang Re-Education Camps

 

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