Antibiotici negli allevamenti: la denuncia di Report. In Cina vendita libera.[video]

La trasmissione del 29/05/2016 Report di Milena Gabanelli, sugli allevamenti intensivi e i superbatteri resistenti agli antibiotici ci rivela il disastro originato e ciò che siamo. Il diffuso uso di antibiotici (70% della produzione) per prevenzione negli allevamenti in tutto il mondo ha implicazioni sanitarie devastanti. E’ una pratica fuori controllo. In Cina, pensate, sono medicinali da banco, non c’è nemmeno bisogno della prescrizione del veterinario per comprarli

Ma come è possibile che tutto questo possa esistere? Oppure sorprendere? Sono anni che tutto ciò avviene, Stati, Sistemi di controllo e sanitari sono tutti a conoscenza della realtà. Ma cosa fanno gli Stati? Cosa fa l’Efsa in Europa? L’art.32 della Costituzione Italiana: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Pensiamo la sia con gli allevamenti intensivi? Non c’è alternativa devono essere chiusi.

Da anni c’è un’ampia documentazione e letteratura in proposito anche a divulgazione popolare: due libri recenti “Farmaggedon”, “Se nulla importa perché mangiamo gli animali?”, e il docufilm “Food Inc”  avrebbero dovuto far prendere le adeguate contromisure e risvegliare le coscienze della gente.

A Parma sono così sensibili che il film “Fast Food Nation “(in cui si racconta il lato oscuro delle catene di fast food statunitensi e i personaggi che ruotano attorno all’industria della macellazione bovina), non è nemmeno entrato nel circuito cinematografico. Tra malattie cancerogene da carni, indicate da Oms, e batteri resistenti agli antibiotici, viviamo in uno stato di “insicurezza sanitaria globale”. Tutto il mondo è stato appestato da queste maledette filiere lager di morte. Compresi gli ospedali.

Siamo tutti a rischio contagio. Nel giro di pochi decenni sarà una pandemia mondiale. Lo stafilococco aureo farà stragi. Famiglie che vivono vicino ad allevamenti, o che operano in quei luoghi; bambini che giocano con altri bimbi, con gli animali. Un ambiente virale senza più protezione: dalle case agli ospedali. E’ la vendetta degli animali torturati, sugli uomini. Animali fatti vivere in condizioni indicibili nell’Auschwitz degli animali.

Ridicola la replica di Amadori in una nota:  “le immagini sono vecchie: Sono state girate oltre 6 mesi fa, in una struttura datata compresa all’interno di un piano aziendale di ristrutturazione e che già oggi è completamente ristrutturata. Le riprese hanno in oggetto principalmente un locale isolato rispetto al resto della struttura, destinato al ricovero di animali che hanno manifestato dei problemi, come la legge prevede per ogni allevamento. Sono quindi immagini che non rappresentano in maniera veritiera il nostro sistema d’allevamento”. Per quanto riguarda i topi, continua Amadori, si tratta “di un problema che impegna tutti gli allevatori”: “La nostra azienda investe notevoli risorse per mettere in atto piani di derattizzazione concordati e verificati regolarmente dalle Asl. Sul dipendente filmato, mentre fa pipì nell’allevamento si parla invece di caso isolato: “Indagheremo e prenderemo provvedimenti rispetto all’episodio non conforme adottato dall’operatore all’interno dell’allevamento e riverificheremo le procedure di controllo messe in atto per evitare il loro accadimento”.

Le rettifiche di Amadori non escludono i fatti e che quegli animali fossero veri e non delle sagome di cartone. Quale ragione, se non di crudeltà infinita, tenere esseri senzienti in quel modo? Ancora peggio se con problemi. Il caso del dipendente che urina è rivelatore, non è lui il responsabile, ma chi ha prodotto quell’ambiente in cui sono tenuti gli animali.

Amadori rivendica, sempre nella nota, anche un piano di investimenti per adeguare gli allevamenti “ai più recenti standard di benessere animale e di biosicurezza”: “Ribadiamo che sono rispettate le normative europee e italiane, e le strutture sono sottoposte a controlli regolari effettuati da veterinari interni ed esterni all’azienda”.

Insomma, Amadori,  i batteri resistenti agli antibiotici derivanti dagli allevamenti, sarebbero una invenzione giornalistica della Gabanelli? Si vergogni e scompaia dalla tv con quella voce asmatica da imprenditore di lager animali per la sofferenza dell’umanità in funzione del suo solo profitto.

Ma quale essere vivente può sopravvivere in ambienti ridotti a letamai (tanto da indurre persone a pisciarci dentro come se fosse una latrina), con poca aria e senza luce, alimentati con antibiotici continuamente? Tutto questo per il solo profitto di pochi! Provi viverci lei Amadori nei suoi allevamenti a norma di legge e controllati dall’Asl. Vediamo poi quanto ci campa? Lo stafilococco colonizza il 60-70% degli allevamenti, quindi anche il suo lo è! Sulla produzione mondiale di antibiotici il 70% è per uso animale. E Parma con la sua filiera alimentare di derivazione animale è una bomba biologica a tempo, che può appestare una vastissima area. Il batterio si trasmette dall’animale all’uomo (negli Stati Uniti trovato in una donna una specie di «escherichia coli» che non reagisce neppure ai trattamenti più potenti).

In Italia a fronte di 30 milioni di animali allevati corrispondono 1300 tonnellate di antibiotici utilizzati. Il collasso di questa filiera insostenibile, prima o poi arriva, non può non arrivare con quel che succede nel mondo degli allevamenti. Chi denunciava questo da oltre 10 anni veniva isolato e inascoltato. Tolta la parola, di diffusione. I media celebravano a tutte trombe la Parmacotta, il prosciutto, il November porc…  Sponsorizzavano il Festival del Prosciutto, davano al Consorzio Parma il Premio Sant’ Ilario, e a Natale la stalla in piazza e la e degustazione delle loro carni a fianco, con il silenzio colpevole delle unità Sanitarie e di tutte le organizzazioni. Una filiera della stupidità ipocrita per depistare la massa dal vero problema. Dove sono le nostre istituzioni? Cosa possono portare a loro discolpa? Sono tutti responsabili. Dov’è l’Efsa? Cosa ha fatto? Possibile che questo disastro sanitario e ambientale ci venga rivelato da giornalisti della Gabanelli? Tutti gli altri perché tacciono? E le istituzioni da noi pagate lautamente (vedi i super stipendi Efsa)  che cosa fanno? Perché non comunicano l’allarme? Non fanno prevenzione? Sono al servizio della Comunità o delle imprese?

Il cittadino dopo essere stato truffato dalle banche e incurvito per sempre sotto il fantomatico “Debito pubblico” che non esiste, prodotto da spa private non istituzioni pubbliche per il benessere di pochi e la povertà di molti, si ritrova pure appestato nell’aria, nell’acqua, negli alimenti, nella riduzione di servizi. E qui a Parma Andrei (Fondazione Cariparma) ha il coraggio di tenere un incontro su: “Costruiamo il welfare dei diritti?” Ma che vuol dire? Prima producete povertà e miseria e poi proponete l’elemosina? L’ennesima pagliacciata e presa in giro; il raggiro delle persone. Fumisteria distrattiva che nuoce gravemente alla salute. Andatevene e vergognatevi tutti! Siete la morte del futuro per i nostri figli. Vi siete da parecchi anni divertiti a portar via ai poveri e al ceto medio per i ricchi, derubato i risparmi degli anziani. Bloccato il pensiero innovativo e creativo. Sostenuto solo il pensiero unico economico liberista impoverendo tutti con iniziative decorativistiche. Non sappiamo cosa farcene del vostro welfare da truffatori finanziari. Andrei, un giretto in stalla e nelle porcilaie da voi sempre sostenute in nome della tradizione? Tradizione  un cazzo. Questa è solo speculazione finanziaria e sulla salute delle persone. Luoghi dove la sofferenza si tocca con mano! Anche l’allevatore muore appestato da batteri.

Giusto una visione in quei luoghi, Presidente, per assaporare i climi di diversità tra i vuoti spazi della Fondazione e gli stipati allevamenti degli animali. Certo è pur vero che un suo ex Presidente è stato pure condannato per la sua estrema vicinanza al “muggito del mondo”.

Non siete più credibili, non ci fidiamo più di voi tutti. Dobbiamo liberarci dalla macchina politica ideologica di sistema che opprime la vita. Nelle scuole dovrebbero mostrare questa cruda realtà degli allevamenti, non portare i bambini nella finzione ipocrita delle fattorie didattiche. Dopo questo servizio di Report i ministri Lorenzin e Martina dovrebbero essere interrogati e allontanati dalla loro funzione. Non c’è che un rimedio: la chiusura definitiva di questi lager. Enrico Moriconi: “Il Paese europeo che usa di più gli antibiotici negli allevamenti, e con pochi controlli, è proprio l’Italia”.

Parma Quotidiano,02/06/2016

REPORT- Video Amadori: Quello che la pubblicità non ti dice

 

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