Amnesty International: rapporto 2017. Politici promuovono fake news per manipolare l’opinione pubblica mentre attaccano la libertà d’informazione

La tendenza di importanti leader a promuovere “fake news” per manipolare l’opinione pubblica e gli attacchi a organismi di controllo sui poteri, mostrano che quest’anno la libertà d’espressione sarà un terreno di battaglia per i diritti umani.

È quanto ha sostenuto  Amnesty International, presentando il 22 febbraio u.s. il “Rapporto 2017-2018. La situazione dei diritti umani nel mondo”. Per Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International, “nel 2018, non possiamo dare per scontato che saremo liberi di radunarci per protestare o criticare i nostri governi: prendere la parola sta diventando sempre più pericoloso”.

Stando ai dati comunicati da Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia, “nel 2017 almeno 312 sono stati gli attivisti uccisi, soprattutto in America Latina, e almeno 262 giornalisti sono finiti in carcere per motivi legati allo svolgimento del proprio lavoro (in Messico, addirittura, 11 di loro sono stati assassinati)”.

Secondo il Rapporto, le più grandi carceri per i giornalisti sono state Turchia, Egitto e Cina, il Paese dove il Nobel per la pace, Liu Xiaobo è morto dopo essere stato imprigionato anni prima per aver criticato il governo. Anche Amnesty International ha dovuto fare i conti con la restrizione delle libertà imposte dai governi: ha subito minacce al suo lavoro in Ungheria e ha visto l’arresto senza precedenti del suo presidente e della sua direttrice in Turchia.

Per Shetty, “i governi pensano di poter dichiarare caccia aperta all’attivismo per i diritti umani: possono chiudere quotidiani, sminuire il lavoro dei giudici e incarcerare attivisti ma noi rifiutiamo di rimanere in silenzio”. “Se il leggendario attivista cinese Liu Xiaobo ci ha insegnato qualcosa – aggiunge – è che dobbiamo dire la verità in faccia al potere proprio quando pare impossibile farlo”.

Servizio Informazione Religiosa,22 febbraio 2018

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Anche noi della Laogai Research Foundation Italia Onlus: “L’altra Cina: in ricordo di Harry Wu” siamo in sintonia con Amnesty International, la nostra voce sarà forte e il nostro intento sarà sempre quello di non far perdere la speranza, un essere umano quando perde la speranza, muore.  Non ci inchineremo a nessuna intimidazione o pressione da qualsiasi parte essa provenga. Non possiamo rimanere in silenzio davanti alla sofferenza e alla violazione della dignità umana, alla disumanità e agli orrori. La sofferenza non ha nessun colore politico, nessun confine, la sofferenza è una ed è uguale per qualsiasi persona vittima di crimini.

Gandhi affermò: “Ogni uccisione o ferita, o violenza, non importa per quale causa, commessa o inflitta ad un essere vivente, è un crimine contro l’umanità”

I volontari tutti della LRF Italia Onlus,04/03/2018

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