Allarme nicotina, Coldiretti: raddoppia import di funghi dalla Cina

Le importazioni di funghi freschi e refrigerati dalla Cina in Italia sono raddoppiate (+99 per cento) nel corso del 2008 per raggiungere una quantità di quasi 170mila chili in un anno.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sula base dei dati Istat dopo l’allarme lanciato dall’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sul fatto che i funghi freschi selvatici provenienti dalla Cina contengono nicotina e consumarli puo’ comportare alcuni rischi.
L’Italia – sottolinea la Coldiretti – ha anche importato dalla Cina nel corso del 2008 quasi 180mila chili di funghi preparati o conservati con un aumento di quattro volte (+378 per cento) rispetto all’anno precedente.
I rischi sui funghi cinesi contenuto nella consulenza fornita alla Commissione europea, secondo la Coldiretti, è solo l’ultima conferma della presenza di gravi difficoltà da parte del gigante asiatico di adeguarsi alle norme di sicurezza alimentare nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale, come dimostra il recente allarme scattato in tutto il mondo per il latte alla melamina.
Di fronte all’estendersi dell’allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre – sostiene la Coldiretti – estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini.
La Cina è peraltro il Paese che ha ricevuto dall’Unione Europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, sulla base della Relazione sul sistema di allerta per alimenti e mangimi nel 2007. Su un totale di 2933 notifiche ben 390 – conclude la Coldiretti – sono state rivolte alla Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti per la migrazione, non solo di metalli pesanti, ma anche di ammine aromatiche, ftalati ed adipati. Numerosi peraltro anche i casi di presenza di residui farmaci veterinari o di micotossine.

fonte: Vini e sapori, 12 maggio 2009

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