Acciaio: la Cina uccide il mercato

Nel contesto dell’economia globalizzata, quando il gigante cinese si muove, il rumore dei suoi passi pesanti si sente in ogni angolo del pianeta. Succede così che, se da Pechino si decide di esportare grossi quantitativi di acciaio a prezzi bassi, a soffrire è l’intero settore, dagli USA, alla Germania, al Canada e al Messico.

Affetta da un notevole calo della richiesta interna, la Cina non ha adeguato per tempo la produzione di acciaio e ora si trova in condizioni di dover fronteggiare un disequilibrio domanda offerta impossibile da risolvere se non scaricandolo sul mercato mondiale. Arrivano così quasi 10 milioni di tonnellate al mese di acciaio, immesse nel mercato a prezzi inferiori a quelli di produzione.

Impossibile competere per una qualunque azienda americana o europea.

La situazione è talmente grave da aver indotto 8 associazioni del settore acciaio a rivolgere un appello ai governi di tutto il mondo affinché intervengano al più presto a sanare “le distorsioni del mercato”, evidenziando che, altrimenti, il rischio è che “le imprese sussidiarie e sostenute dallo stato sopravvivano a quelle private ed efficienti”.


Fonte: notizie.it, 22/6/15

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