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Le università non sembrano piu’ essere la culla del sapere e della libertà di espressione

Sembra che le Università non siano piu’ la culla del sapere e della libertà di espressione. L’Università Statale di Milano ha recentemente concluso un accordo di collaborazione con l’Università BEIDA di Pechino. Come è ben noto, la BEIDA, come tutte le scuole ed università cinesi, ha un comitato interno del Partito Comunista che si occupa di tutte le questioni finanziarie, politiche e delle risorse umane. Sono molti i casi di repressione ed intimidazione all’interno della BEIDA come di altre università in Cina, contro studenti e professori a causa delle loro opinioni personali. Alcuni di questi casi sono stati descritti da Harry Wu in una lettera che lo stesso ha scritto al Magnifico Rettore, Prof. Enrico Decleva, con copia al Preside della Facoltà di Scienze Politiche, dell’Università Statale di Milano. Nella lettera, Harry Wu suggerisce l’inserimento di una clausola che chieda all’ Università di Pechino di rispettare i diritti civili, religiosi e politici degli studenti e dei professori europei che vadano a studiare presso l’ Università Beida, nonchè un forte invito alla stessa a rispettare allo stesso modo i diritti di studenti e insegnanti cinesi della Beida. 

Rappresentanti dei studenti della Facoltà di Scienze Politiche hanno anche presentato una mozione al Consiglio di Facoltà di giovedì scorso, 17 settembre. Purtroppo al firmatario principale della mozione non è stato permesso di finire il suo intervento.

Ci domandiamo se esiste ancora la libertà di espressione nelle nostre università.

Toni Brandi

Questo articolo e' stato scritto Venerdì 18 Settembre 2009 ed archiviato nella categoria Istituzioni nazionali e Internazionali, Libertà di stampa, News.

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