51° ANNIVERSARIO DELLA GRANDE RIVOLTA TIBETANA NEL 1959

Il 10 marzo 1959 i Tibetani, oppressi dalla Cina già da 10 anni, diedero luogo ad una grande rivolta. L’esercito di Pechino la stroncò nel sangue: 87.000 civili furono uccisi e migliaia incarcerati. Il Dalai Lama si rifugiò in India seguito da tutti quelli che non potevano restare nel paese. Quest’ anno ricorre il 51° anniversario dell’ insurrezione del popolo Tibetano contro l’occupazione cinese e sono state organizzate a Roma varie iniziative.
Il 9 marzo 2010, una conferenza stampa, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, con Kalsang Dolker, presidente della Comunità Tibetana in Italia e l’on. Matteo Mecacci presidente dell’ Intergruppo parlamentare sul Tibet, Dechen Dolkar della Tibet Woman Association, per annunciare le iniziative del 10 marzo. Presenze: 13 persone, il cui numero chiarisce bene la gestione élitaria del fenomeno Tibet. E’ stato domandato agli oratori perché escludevano a priori le insegne e le bandiere di varie associazioni che hanno a cuore il problema del Tibet,  pur sapendo che l’assenza della propria insegna demotiva le singole associazioni e le spinge a non partecipare. E’ stato risposto che in precedenti manifestazioni vi erano state lamentele da parte di chi giudicava alcuni manifestanti violenti. E’ stato chiesto se esistevano testimoni di comportamenti violenti. Si è concluso sostenendo che gli stessi poliziotti avrebbero consigliato i Tibetani di non coinvolgere alcuni partecipanti, riconoscibili dalle bandiere italiane ( sic! ).
Il 10 marzo, un Sit-In nei pressi dell’ Ambasciata Cinese. Erano presenti i soli Tibetani muniti di bandiere tibetane ed alcuni monaci. I rappresentanti delle principali associazioni che operano in favore del Paese delle Nevi hanno deprecato la sinesizzazione forzata del Tibet, ridotto ad una nuova Chinatown impiantata in un ambiente devastato e violato, impoverito di foreste e ricco di acque contaminate. Hanno anche ricordato l’incredibile rapimento del Panchen Lama (seconda carica del Buddismo Tibetano) Gendun Choeky Nyima, di cui si sono perse le tracce, sostituito da Gyaltsen Norbu, gradito a Pechino. Nell’ordine hanno parlato: Kalsang Dolker, presidentessa della Comunità Tibetana in Italia, l’ on. Matteo Mecacci e l’ on. Bruno Mellano (Radicali), il presidente di Italia-Tibet, i membri dell’ Associazione RIME’ e del Centro SamanthaBadra, il presidente di Società Libera, il presidente di Students for a Free Tibet. Per ultima ha preso la parola la vice presidente della LaoGai Foundation, contestando alla Cina la presenza sul suo territorio di quasi 1.500 LaoGai, campi di concentramento tuttora operanti, da una parte dei quali proviene la merce prodotta dal lavoro forzato a costo zero, che sta inondando il mondo. Presenze: 60 persone.
Subito dopo è stato tenuto presso la sede della Provincia di Roma l’incontro ufficiale tra una delegazione della Comunità Tibetana in Italia insieme ad alcuni monaci ed il Presidente della Provincia on. Nicola Zingaretti. Solo di questo incontro e del menù è stata data notizia particolareggiata sul Corriere della Sera, delle altre iniziative nulla da parte di nessun giornale!
A seguire, il Convegno su Tibet-Ambiente, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, sul tema “Tibet, the Earth’s Third Pole”.
I relatori sono stati: Kalsang Dolker, presidentessa della Comunità Tibetana in Italia; il Dott. Claudio Cardelli; il Dott. Matteo Mecacci, presidente dell’ Intergruppo parlamentare sul Tibet (ruolo del Tibet nell’ecologia globale); il Dott. Roy-Arne Varsi, membro esecutivo del Norwegian Tibet Committee; il Prof. Chodup Tchiring Lama, ricercatore di filosofia buddista; il Dott.Tenzin Thupten (deforestazione , espansione dei pascoli, irrigazione non appropriata, ignobili e miliardari profitti sulla  vendita del legno, sconvolgimento della terra e dell’ambiente, via libera alle compagnie straniere, desertificazione avanzata, siccità incombente e coltivazione del Cordyceps Sinensis, sorta di fungo afrodisiaco che vale 20.000 dollari al Kg!); Dott.ssa Dickyi Dolkar ricercatrice nel settore dei Diritti Umani, Esuli e Diritti delle Minoranze in Cina e Asia del Sud; Palden Sangpo vice presidente della comunità Tibetana in Italia (alluvioni e siccità causate dall’ innalzamento della temperatura). Presenze: circa 110 persone. Notevole il dibattito su vari argomenti, anche sui passaporti non translitterati, concessi ai soli cinesi dalla Comunità Europea. La giornata commemorativa si è conclusa con la proiezione di un film documentario “The songs of the snow lions” presso la Casa del Cinema.

Maria Vittoria Cattania e Gabriele Norberti, 13 marzo 2010

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