Convegno sulla repressione dei cattolici in Cina
Davanti ad un folto pubblico di ardenti cattolici, ieri 12 marzo, si è svolto un convegno sulla persecuzione dei cattolici in Cina, organizzato dal Centro Studi Federici, al palazzo della Provincia di Rimini. E’ stato ricordato che la repressione dei cattolici iniziò durante la guerra civile quando, nel 1947, il monastero di Yanjiaping venne assalito e saccheggiato dalle guardie comuniste di Mao ed i monaci trappisti furono picchiati, torturati e costretti ad una “Via Crucis” di numerose settimane, 33 restarono restarono morti sul terreno. I cattolici furono considerati da Mao ” i nemici senza fucile” e a migliaia vennero arrestati, torturati ed inviati nei Laogai. Durante il convegno sono stati ricordati numerosi religiosi. Fra questi Padre Tiande, 30 anni di Laogai. La laica Gertrude Li della Legione di Maria, la cui testimonianza lasciò la Cina in venti foglietti scritti e nascosti nelle scarpe del missionario Padre Carbone. Gertude Li usava dire ” a Dio piace innaffiare la Messa con il sangue dei martiri che io sia degna di tale martirio”. Mons. Liu Difen, vescovo sotterraneo della provincia dell’ Hebei, anch’egli morto dopo anni di prigione e la cui salma venne riconsegnata ai parenti e questi trovarono due buchi nella sua schiena, in cui si poteva infilare il dito, segni di torture. Recente è il caso di Mons. Jiu Zhiguo, arrestato numerose volte, l’ultima alla chiusura delle Olimpiadi il 24.8.08, rilasciato il 19.9.08 ed ora sotto controllo della polizia. Decine sono oggi i sacerdoti e vescovi cattolici in prigione, nei laogi od al confino. A seguito del convegno la Prof Francesca Romana Poleggi ha scritto questo breve articolo sulla persecuzione religiosa in Cina.
Un appello che incoraggia i Cristiani ad affrontare la prigionia, la tortura e il martirio senza paura, ma con la Speranza, sull’esempio di Santo Stefano, :“perché le sofferenze per la fede sono fonte di vittoria anche se al momento possono sembrare una sconfitta”, a noi occidentali, pigri nella fede e viziati nei costumi, sembra datato ai tempi dei Padri della Chiesa: “persecuzione dei Cristiani” fa pensare immediatamente al Colosseo e agli antichi Romani.
Invece…
Invece l’appello ai cattolici cinesi del Cardinal Zen, di Hong Kong, è stato scritto circa un mese fa ed è rivolto a persone che soffrono la persecuzione e il martirio proprio nel momento in cui leggete – bontà vostra – questo articolo
In Cina tutte le religioni sono illegali. Unico dio che si deve adorare è il Partito Comunista. Perseguitati sono i Cristiani, gli Islamici, i Buddhisti, i Falun Gong (movimento d’ispirazione Taoista-Buddista) e tutti coloro che credono che l’uomo sarà sempre più grande di tutto ciò che forma il suo corpo. (Egli, infatti, porta con sé la forza del pensiero, che è sempre tesa alla verità su di sé e sul mondo).
Migliaia di monasteri tibetani sono stati distrutti e di centomila monaci ne rimangono seimila. I monaci e le suore tibetani sono continuamente picchiati, incarcerati e persino rapiti. Il giovanissimo e autentico Panchen Lama è detenuto illegalmente, per porre a capo dei buddhisti tibetani un altro Panchen Lama, scelto non dal Dalai Lama ma dal Governo Cinese.
Con pari efferatezza la persecuzione colpisce i Musulmani della provincia autonoma dello Xinjiang. Tristemente famoso è il massacro di più di cento Uighuri a Ghulja, nel febbraio 1997, ma le uccisioni continuano inesorabili ancora oggi: la popolazione uighura è ridotta quasi alla metà di di quel che era un paio di decenni fa.
Recente è lo spietato accanimento contro i Falun Gong, un movimento che ha raccolto molti proseliti in tempi recenti. E’ considerato perciò pericoloso e decine di migliaia dei Falun Gong sono stati internati nei LAOGAI, spesso torturati, mutilati degli organi poi venduti sul mercato nero internazionale e uccisi.
La persecuzione contro i Cristiani, Cattolici e Protestanti, considerati ancora “agenti delle potenze straniere” non si è mai attenuata. Vescovi, sacerdoti, pastori, suore e semplici credenti sono incarcerati, picchiati o fatti sparire, nelle prigioni o nei LAOGAI.
Per contrastare la Chiesa Cattolica, il Partito Comunista, nel 1957, ha creato la Chiesa Patriottica Cinese, l’unica ufficialmente accettata. Questa non riconosce l’autorità della Santa Sede e nomina suoi Vescovi e ordina suoi Sacerdoti, graditi al Partito Comunista. La vera Chiesa è clandestina ed è continuamente oggetto di attacchi e vessazioni. Dal 1994, i “Regolamenti per le Religioni”, che la propaganda del partito spaccia per il segno di una svolta liberale del regime, obbligano tutte le comunità religiose a registrarsi presso l’Ufficio Affari Religiosi, che controlla e, sostanzialmente, impedisce il lavoro pastorale e la pratica religiosa: un funzionario del partito decide quali riti praticare e come, quali Sacramenti amministrare e a chi; cosa insegnare al catechismo e a chi.
Molti sono gli esempi di eroismo e di martirio offerti dalla Chiesa Cattolica clandestina. Il Cardinale Kung Pin Mei fu arrestato e trascinato allo stadio per confessare davanti a migliaia di persone il suo crimine di essere Cattolico. Invece gridò: “Viva Cristo Re, Viva il Papa!”. La folla ripeté in coro le stesse parole e il Cardinale fu incarcerato per 32 anni. Il Vescovo Giuseppe Fan Xueyan passò gli anni dal 1958 al 1991 in prigione, dove fu ucciso mediante percosse che gli spaccarono il cranio. I suoi resti furono consegnati alla famiglia in una busta per la spazzatura.
All’inizio del 2002 il quarantaseienne Gong Shengliang fu condannato a morte per aver fondato un movimento Cristiano. Nel novembre 2005 sedici giovani suore furono picchiate a sangue a Xian. Un mese dopo religiose e sacerdoti furono malmenati a Tianjin. Numerosi arresti di prelati hanno avuto luogo nella provincia di Hebei. Decine di sacerdoti e vescovi sono sempre indagati e controllati dalla polizia ed alcuni di loro sono recentemente spariti. L’incessante repressione ha coinvolto, talvolta, anche membri della Chiesa Patriottica, nella quale cresce un inaspettato riavvicinamento al Pontefice e al Vaticano.
Nonostante gli ultimi cinquantacinque anni di uccisioni, carcerazioni ed atroci persecuzioni la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, instaurata da Matteo Ricci all’inizio del 1600, è ancora forte e presente in Cina e il numero dei Cristiani è in continuo aumento. Tertulliano aveva ragione nell’affermare che “Semen est sanguis Christianorum”
Francesca Romana Poleggi





















